Striscia di Gaza: Israele chiude un valico commerciale

Pubblicato il 11 agosto 2020 alle 11:09 in Israele Palestina

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Israele ha deciso di chiudere, a partire da martedì 11 agosto e fino a nuovo ordine, il transito commerciale di Kerem Shalom, a seguito di palloni incendiari ed esplosivi lanciati negli ultimi due giorni da parte del Movimento Islamico di Resistenza, Hamas, verso la Striscia di Gaza.

L’annuncio è giunto dall’ente militare del ministero della Difesa israeliano, che sovrintende i territori palestinesi, COGAT, e fa seguito a consultazioni con il ministro della Difesa, Benny Gantz. “Il valico di Kerem Shalom verrà chiuso al transito di qualsiasi tipo di merce, ad eccezione di aiuti umanitari essenziali e carburante” ha specificato il Ministero della Difesa. La decisione fa seguito ad un clima di perdurante tensione, caratterizzato da “ripetuti attacchi terroristici” che, a detta di fonti israeliane, vengono condotti dalle organizzazioni terroristiche “in violazione della sovranità di Israele”. A tal proposito, le medesime fonti hanno precisato che gli ultimi esplosivi lanciati contro le aree al confine hanno causato danni per 400 dunum di terreni agricoli, oltre a circa 30 incendi.

Kerem Shalom rappresenta uno dei tre valichi principali della Striscia di Gaza verso Israele ed Egitto, dove, ogni giorno, transita la maggior parte della merce trasferita da un Paese all’altro. A detta di funzionari palestinesi, la chiusura dell’11 agosto colpisce, in particolare, materiale da costruzione. Per Israele, Hamas è il responsabile di tutto ciò che accade nella Striscia di Gaza e di ciò che viene lanciato da tale area. Per tale ragione, sarà lo stesso movimento a far fronte alle ripercussioni della violenza diretta contro i cittadini di Israele. “Il lancio dei palloni incendiari e la violazione della tregua influenzeranno in primo luogo i residenti della Striscia, lo sviluppo dell’economia ed i tentativi di migliorare le condizioni di vita dei residenti” ha riferito in una nota il COGAT, aggiungendo che Israele è pronto a rispondere a qualsiasi attacco contro la sovranità ed i cittadini israeliani.

Secondo un docente di Scienze politiche a Gaza, Jamal Al-Fadi, i missili e i palloni incendiari rappresentano un messaggio di Hamas verso Israele, volto ad esortarlo a ridurre “l’assedio” imposto su Gaza, a migliorare le condizioni di vita di circa due milioni di palestinesi e a convincere la controparte ad attuare quanto stabilito con gli accordi raggiunti attraverso la mediazione egiziana. Inoltre, non è da escludere l’ipotesi secondo cui Gaza miri altresì a convincere la “potenza occupante” ad autorizzare il trasferimento di aiuti finanziari dal Qatar verso la Striscia.

I palloni incendiari hanno fatto la loro prima apparizione tra la popolazione palestinese nel maggio 2018, come strumento di protesta in risposta agli attacchi dell’esercito israeliano. Da allora, tali dispositivi, carichi di materiale infiammabile, vengono lanciati di tanto in tanto contro gli insediamenti israeliani. Israele, dal canto suo, risponde bombardando siti appartenenti alle fazioni palestinesi, in particolare Hamas.

Quest’ultimo ha assunto il controllo di Gaza nel 2007, dopo aver sconfitto le forze fedeli al presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in seguito alla vittoria elettorale del 2006. Israele, da parte sua, controlla i confini di Gaza, accanto all’Egitto, ma spesso chiude le frontiere in risposta alle violenze che si verificano al confine. Uno degli scontri maggiori tra le due parti si è verificato nel 2014 e si è concluso nel mese di agosto di quell’anno con un accordo di cessate il fuoco mediato dal Cairo. Tuttavia, da allora, le tensioni non si sono mai del tutto placate.

Tra gli ultimi episodi, il 3 agosto, l’esercito israeliano ha riferito di aver colpito “strutture terroristiche sotterranee” di Hamas situate presso la Striscia di Gaza, in risposta ad un missile lanciato contro Israele in precedenza. Da parte sua, il Movimento ha affermato che l’episodio del 3 agosto rappresenta un chiaro segnale di una escalation militare, ma che non consentirà ai propri rivali di trasformare Gaza in un “teatro” per le crisi vissute da Israele. Hamas si è detto determinato a proseguire con la propria lotta e con la propria resistenza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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