L’Argentina rinvia la costruzione della centrale nucleare con la Russia per motivi economici

Pubblicato il 11 agosto 2020 alle 6:22 in Argentina Russia

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L’Argentina è costretta a posticipare la costruzione di una centrale nucleare in collaborazione con la Russia per problemi economici, ma resta interessata al progetto, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Sputnik l’ambasciatore argentino a Mosca, Ricardo Lagorio.

Lo scorso ottobre, il presidente della compagnia russa Rusatom Overseas, Evgenij Pakermanov, aveva detto a Sputnik che Russia e Argentina stavano studiando la possibilità di cooperare nella costruzione di centrali nucleari galleggianti e terrestri a bassa potenza.

“L’Argentina si trova in un momento economico molto critico. Questi piani non sono stati rispettati per motivi economici e finanziari e sono rinviati per il prossimo futuro. Sono ancora in fase di studio, e siamo ancora interessati, solo che forse bisognerà aspettare un un po’ di più”, ha commentato a questo proposito l’ambasciatore argentino.

Nel 2018, Russia e Argentina hanno firmato un documento strategico sulla collaborazione nell’uso dell’energia nucleare a margine del vertice del G20, in particolare per la realizzazione di una centrale nucleare galleggiante e di una centrale nucleare ad alta potenza.

Mosca e Buenos Aires intendono tenere una videoconferenza della commissione bilaterale per la cooperazione economico-commerciale entro la fine dell’anno, ha rivelato Lagorio.

La sessione di quest’anno della commissione bilaterale avrebbe dovuto tenersi al Forum economico di San Pietroburgo, ma l’evento è stato annullato a causa della pandemia di coronavirus .

“La commissione bilaterale per la cooperazione economico-commerciale si riunisce annualmente […]. L’intenzione è quella di riunirci nel prossimo futuro ma attraverso una videoconferenza […] sicuramente prima della fine dell’anno perché non possiamo far passare un anno senza incontrarci”, ha dichiarato l’ambasciatore argentino a Sputnik.

Il diplomatico ha poi annunciato che nella prossima sessione le parti esamineranno come adattare i legami economici bilaterali al paradigma del XXI secolo, compresi i settori dell’energia nucleare e delle fonti energetiche rinnovabili.

Inoltre, discuteranno dell’offerta russa per quanto riguarda l’estrazione dell’uranio nel Paese latinoamericano con l’uso di tecnologie che rispettino l’ambiente.

“La questione dell’uranio è molto importante in quanto si tratta di una questione orientata al XXI secolo nelle nostre relazioni bilaterali”, ha affermato Lagorio.

A gennaio del 2018, nell’ambito della visita ufficiale in Russia dell’allora presidente argentino Mauricio Macri, è stato firmato un memorandum d’intesa per l’esplorazione e lo sfruttamento dell’uranio in Argentina con l’utilizzo di una tecnologia chiamata ‘recupero in situ’.

L’investimento previsto sarebbe di 250 milioni di dollari e si stima la generazione di circa 500 posti di lavoro, come annunciato all’epoca dal Ministero degli Esteri argentino.

Buenos Aires, che ha appena raggiunto con i creditori un accordo per la ristrutturazione del debito, e sta avviando i negoziati con il Fondo Monetario Internazionale, intende puntare sulle grandi infrastrutture per creare posti di lavoro e rilanciare l’economia, in particolare nelle provincie più interne del Paese.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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