La Turchia continua a espandersi nel Mediterraneo orientale

Pubblicato il 11 agosto 2020 alle 19:32 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Turchia rilascerà ulteriori licenze, entro la fine di agosto, per lavvio di nuove attività di esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, sottolineando che il Paese continuerà le sue operazioni nella regione nonostante le recenti tensioni con la Grecia.

Intervenendo durante una conferenza stampa ad Ankara, il ministro ha specificato che le nuove licenze interesseranno i confini occidentali della piattaforma continentale turca. Nellarea, la Turchia continuerà “ogni sorta di operazione sismica e di perforazione, ha assicurato Cavusoglu.

Solo poche ore dopo lannuncio di Cavusoglu, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha esortato gli Stati della regione a concordare una “formula” che possa essere accettata da tutti. “Uniamoci, Paesi del Mediterraneo. Troviamo una formula accettabile che protegga i diritti di tutti “, ha dichiarato Erdogan dopo una riunione di gabinetto. Sebbene le affermazioni del presidente facciano pensare a unipotetica disponibilità di Ankara ad aprirsi a nuove negoziazioni con la controparte greca, per cercare di risolvere la disputa sulla delimitazione dei confini marittimi, i commenti successivi dimostrano che un riavvicinamento tra i due Paesi potrebbe essere ancora lontano. “La Grecia si è rifiutata ancora una volta di agire in buona fede e si è aperta ad un accordo con l’Egitto che non ha alcuna base giuridica”, ha affermato Erdogan, aggiungendo: “In nessun modo la Turchia acconsentirà ad iniziative che cerchino di bloccare il Paese sulle sue coste, ignorando il vasto territorio turco di 780.000 metri quadrati”. “Ankara continuerà ad attuare i propri piani sul campo e nell’area diplomatica fino a quando non prevarrà il buon senso sulla questione”, ha concluso.

Nel frattempo, il portavoce degli Affari Esteri della Commissione Europea, Peter Stano, ha dichiarato che le crescenti tensioni tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale sono estremamente preoccupanti. Siamo d’accordo sul fatto che la situazione nel Mediterraneo orientale è estremamente preoccupante e deve essere risolta nel dialogo e non in una serie di passaggi che stanno aumentando l’escalation e la tensione”, ha detto ai giornalisti Stano, sottolineando che l’UE è pienamente solidale” con la Grecia e con Cipro. Atene, nella mattinata di martedì 11 agosto, aveva fatto riferimento alla possibilità di chiedere un Consiglio Esteri dell’UE straordinario. Interrogato dai giornalisti sulla questione, Stano ha dichiarato che cè sempre spazio per le consultazioni tra gli Stati membrie che lappello della Grecia verrà esaminato una volta che le autorità di Atene presenteranno una richiesta formale.

Grecia e Turchia sono da tempo ai ferri corti per la disputa sullo sfruttamento delle risorse energetiche e sulla delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive nel Mediterraneo orientale. A fine luglio, le relazioni tra i due Paesi sembravano essersi ammorbidite dopo che la Turchia aveva annunciato che avrebbe sospeso le sue attività di esplorazione per consentire l’avvio di un dialogo costruttivo con la Grecia. Tuttavia, a far risalire le tensioni è giunto, il 6 agosto, un accordo, firmato dal ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, e dal suo omologo egiziano, Sameh Shoukry, per delimitare le rispettive zone economiche esclusive, in contrasto con gli obiettivi di Ankara nella regione. Il 27 novembre 2019, la Turchia aveva firmato un accordo simile con il Governo libico di Accordo Nazionale (GNA), suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. D’altro canto, il leader di Ankara ha dichiarato che il recente patto tra Grecia ed Egitto è “privo di valore” e ha ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione è quello con il governo di Tripoli. Della stessa opinione è il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale ha affermato, in una nota, che la zona inclusa nell’accordo greco-egiziano rientra nell’area della piattaforma continentale della Turchia.

L8 agosto, Erdogan ha annunciato di aver ripreso le attività di esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale e, due giorni dopo, la nave da ricerca sismica Oruc Reis è partita dal porto di Antalya, sulle coste meridionali della Turchia, per iniziare le sue operazioni al largo dell’isola greca di Kastellorizo. Le perforazioni andranno avanti fino al 23 agosto. “La nostra nave da ricerca sismica ha raggiunto l’area operativa per la sua nuova missione nel Mediterraneo. 83 milioni di turchi ti sostengono, Oruc Reis”, ha affermato il ministro dell’Energia e delle Risorse naturali, Fatih Donmez su Twitter, specificando che “le attività di ricerca nel Mediterraneo e nel Mar Nero continueranno senza sosta per raggiungere l’indipendenza energetica della Turchia”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.