Debito argentino: al via negoziati con il Fondo Monetario Internazionale

Pubblicato il 11 agosto 2020 alle 6:25 in America Latina Argentina

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Pochi giorni dopo aver annunciato l’accordo definitivo per il debito raggiunto con i creditori privati, il ministro dell’economia argentino Martín Guzmán afferma che passo successivo è già all’orizzonte: “I negoziati con il FMI saranno complessi”, dichiara in un’intervista al quotidiano La Nación sull’agenda del governo nel contesto senza precedenti della pandemia e dell’instabilità cronica che caratterizza il Paese da quasi cinque decenni.

“Non accetteremo qualcosa che danneggi l’Argentina”, dice il ministro parlando programma che si siederà per rinegoziare con lo staff dell’organizzazione guidata da Kristalina Georgieva, l’economista bulgara che fino a martedì è stata un alleato fondamentale di Buenos Aires nella rinegoziazione del debito, come afferma lo stesso ministro dell’Economia argentino. Ora, la direttrice del Fondo dovrà sedere davanti al ministro e al presidente Alberto Fernández per riprogrammare le scadenze dei 44 miliardi di dollari concessi al Paese.

Guzmán afferma che il pagamento non sarà legato a un piano d’azione predefinito a lungo termine. Il ministro preferisce obiettivi chiari (creazione di posti di lavoro, aggiunta di valore e generazione di valuta estera tramite le esportazioni), principi e previsioni, molti dei quali saranno nel bilancio 2021. “È una discussione semantica”, dice a proposito delle critiche dei suoi colleghi in merito la mancanza di un programma. “Abbiamo una strategia economica” – spiega.

Guzmán ha aggiunto che il divario tra i diversi cambi del dollaro (almeno quattro in un paese con un’economia fortemente dollarizzata) è una questione che lo “occupa”, ma non crede che ci sia spazio per un lampo inflazionistico e che ridurre l’aumento dei prezzi della valuta USA è uno sforzo che richiede tempo e tenacia. Afferma di voler riorganizzare il sistema finanziario e che lo Stato giocherà un ruolo importante accompagnando le società private.

“È diverso negoziare con il FMI che con i creditori privati o Wall Street. Saranno negoziati complessi. Di grandissima importanza per il Paese. Ci vorrà tempo e le cose non si faranno a porte chiuse e in pochi giorni. Ci sarà una discussione più ampia che richiederà mesi. La società sarà coinvolta” – afferma Guzmán che aggiunge che non esclude di sottoporre l’accordo al voto del parlamento. “Ci auguriamo che il Congresso rimanga coinvolto in tutte le questioni che hanno a che fare con il debito” – ha aggiunto, sottolineando l’importanza del parlamento nel negoziato con i creditori privati.

“Ci sono sempre proiezioni nella legge di bilancio e presenteremo una legge che include un bilancio pluriennale e ha proiezioni. Se però si pensa a un piano come rigidamente legato ad azioni predefinite per lungo tempo, non ha senso. Meno in un’economia con la volatilità dell’Argentina e in un contesto di pandemia” – ha spiegato ancora Guzmán.

Il ministro ha spiegato ancora che punta ad azioni concrete per difendere il lavoro, la produzione e i settori vulnerabili. “Creiamo le condizioni per maggiori esportazioni, finanziamenti nella nostra valuta e per avere un’economia con meno disallineamenti. Sono cose che si sono fatte in una doppia emergenza, con la crisi del debito e il coronavirus”.

Infine Guzmán ha affermato che i negoziati con il Fondo monetario saranno lunghi e complessi e che ci vorranno mesi, se non oltre un anno, per raggiungere un accordo definitivo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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