Bielorussia, monta la protesta: 2 morti e 3.000 arresti

Pubblicato il 11 agosto 2020 alle 8:40 in Bielorussia Europa

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Dalla sera di domenica 9 agosto sono in corso in diverse città della Bielorussia proteste, causate dai risultati preliminari delle elezioni presidenziali. Almeno due persone sono morte e 3000 sono state arrestate.

Immediatamente dopo l’annuncio del completamento delle votazioni a Minsk, all’incrocio tra le vie Mašerov Prospekt e Pobeditelej Prospeket, i manifestanti si sono scontrati con gli agenti di polizia antisommossa. In seguito sono arrivate divisioni dell’esercito per sostenere le forze dell’ordine.

Nel centro di Minsk dopo la chiusura della maggior parte dei seggi elettorali, si sono riuniti circa 300 giovani, alcuni dei quali sono stati arrestati. Un gruppo di diverse dozzine di manifestanti ha cercato di respingere i poliziotti, ma si è ritirato.

La polizia antisommossa ha cercato di scacciare il pubblico dal Monumento alla Vittoria e, stando a quanto riferiscono le autorità, quando possibile, ha evitato l’uso della forza.

A Minsk si è tenuto un raduno automobilistico degli oppositori, per protestare contro i risultati del voto. La polizia ha bloccato Piazza dell’Indipendenza

Intorno alle 21:30, i siti web dei principali media bielorussi hanno iniziato ad essere interrotti e anche i siti web delle autorità, compreso il portale dedicato alle elezioni del 2020, erano inaccessibili.

Secondo i resoconti dei media bielorussi, le proteste si sono svolte anche a Mogilev, Vitebsk, Brest e Grodno.

Quando la situazione nell’area delle proteste si è aggravata, la polizia ha iniziato a respingere con la forza i manifestanti fuori dal centro di Minsk. La polizia antisommossa armata con scudi e manganelli ha usato granate leggere e gas al pepe dopo che i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone nella piazza vicino alla stele di Minsk – Città Eroe.

Alcuni dei manifestanti si sono trasferiti nel vicino hotel “Belarus” e al Palazzetto dello Sport. La polizia in assetto antisommossa ha respinto le persone verso il centro storico, dove hanno iniziato ad abbattere le bandiere di stato su uno dei ponti sul fiume Svisloč.

I manifestanti hanno cantato slogan, appiccato incendi e sventolato bandiere nazionali. L’agenzia di stampa russa TASS riferisce di un forte odore di gas al pepe nell’area della rivolta.

Nel centro storico di Minsk si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Granate assordanti sono state usate contro i manifestanti; in risposta, elementi di una recinzione stradale sono volati contro le forze di sicurezza.

Al calar della notte, le forze dell’ordine hanno iniziato ad allontanare i manifestanti da Mašerov Prospekt e dalle aree adiacenti. Sul luogo degli scontri sono state fermate attrezzature speciali, comprese autobotti con cannoni ad acqua.

Le forze di sicurezza hanno iniziato a usare attivamente granate assordanti. Secondo il corrispondente della TASS, si sono opposti più di 1.000 manifestanti. Secondo testimoni oculari, a un certo punto la polizia ha usato anche proiettili di gomma.

Le forze dell’ordine sono riusciti a prendere il pieno controllo dell’area della Città Vecchia, allontanando da lì la maggior parte dei manifestanti. Come riferisce ancora la TASS, ambulanze e vagoni pieni di detenuti stavano lasciando quest’area. Solo nella capitale sarebbero state arrestate oltre 2000 persone.

Il traffico automobilistico nella zona di Mašerov Prospekt e Pobeditelej Prospeket, che in precedenza era bloccato, è stato aperto durante la giornata di lunedì. Allo stesso tempo, diverse centinaia di persone hanno bloccato il traffico su Piazza dell’Indipendenza, scandendo lo slogan: “Cambia!”

L’addetto stampa del Ministero degli affari interni Olga Čemodanova ha confermato l’uso di attrezzature speciali contro i manifestanti a Minsk: sono state utilizzate attrezzature speciali e granate acustiche. Ha aggiunto che ci sono detenuti.

Alle 2:00, ora di Minsk, il Ministero dell’Interno ha riferito che le forze di sicurezza sono riuscite a riprendere il controllo della situazione a Minsk. A questo punto, quasi l’intero centro della città era già stato sottoposto a maggiore sicurezza.

Il comitato investigativo della Bielorussia ha avviato procedimenti penali sulle rivolte, perseguendo i principali responsabili.

Lunedì 10 agosto il Ministero dell’Interno della Bielorussia ha confermato che durante le azioni di protesta sono state arrestate circa 3.000 persone e che almeno una persona è rimasta uccisa. Nella notte tra lunedì e martedì una seconda persona è rimasta uccisa nella zona di Prospekt Puškina, dove si sono concentrati i manifestanti nella seconda notte di scontri.

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukašenko ha dicharato che le manifestazioni erano organizzate e teledirette dall’estero, accusando i governi di Polonia, Repubblica Ceca e Gran Bretagna di essere responsabili degli scontri.

Cittadini russi, insieme ai cittadini di Polonia e Ucraina, hanno cercato di prendere parte alle proteste di massa, ha accusato il leader bielorusso, che ha inoltre definito la situazione con le proteste a Minsk “non catastrofica, ma molto pericolosa per le persone”.

In generale, Lukashenko ritiene che le elezioni in Bielorussia si siano svolte “come una vacanza”, ma “qualcuno voleva rovinare questa festa”.

La candidata dell’opposizione Svetlana Tichanovskaja ha affermato che la maggioranza dei bielorussi è dalla sua parte, aggiungendo che non riconosce i dati intermedi presentati dal Commissione Elettorale Centrale e si considera la vincitrice delle elezioni.

Tichanovskaja ha accusato le autorità di essere responsabili dei ferimenti negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Minsk e ha invitato i suoi sostenitori e le forze dell’ordine a evitare la violenza.

La candidata dell’opposizione ha presentato un reclamo alla Commissione Elettorale e alla Corte suprema denunciando brogli e frodi nel processo elettorale.

Il candidato alla presidenza non registrato Valerij Cepkalo ha annunciato la sua intenzione di tornare a Minsk se le proteste sui risultati delle votazioni dureranno più di un giorno. Attualmente è a Varsavia.

Dall’estero numerosi governi hanno condannato le violenze e il voto bielorusso. Il governo tedesco ritiene che durante le elezioni in Bielorussia non siano stati rispettati nemmeno gli standard minimi per lo svolgimento di elezioni democratiche, il che è inaccettabile. Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevičius afferma che le elezioni presidenziali in Bielorussia non sono state eque e libere e ha chiesto una collaborazione più attivo con l’opposizione. Le autorità polacche considerano infondate le accuse di Lukašenko secondo cui la Varsavia avrebbe partecipato alla guida delle proteste.

La Commissione europea ha invitato la Bielorussia a contare con precisione i voti. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha osservato che i diritti umani fondamentali devono essere rispettati in Bielorussia. La UE ha chiesto il rilascio immediato degli arrestati in Bielorussia. Inoltre le autorità di Bruxelles ha affermato che le elezioni presidenziali nel paese siano “contaminate da un uso sproporzionato e inaccettabile della violenza contro manifestanti pacifici”.

Secondo i dati preliminari, il capo di stato in carica, Aleksandr Lukašenko, è stato rieletto al primo turno.  Il presidente uscente, al potere dal 1994, ha ottenuto l’80,23% dei voti, Tichanovskaja il 9,90%. Gli altri tre candidati hanno ricevuto meno del 2% dei voti. Anna Kanopatskaja ha ottenuto il sostegno dell’1,68 % degli elettori, Sergei Čerečen ha ottenuto l’1,13% dei voti e Andrej Dmitriev l’1,04%. Il 6,02% di coloro che hanno votato si è espresso contro tutti e 5 i candidati.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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