Thailandia: proteste studentesche, prime critiche al re

Pubblicato il 10 agosto 2020 alle 18:00 in Asia Thailandia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Centinaia di persone in tutto il Paese hanno protestato contro il governo di Bangkok il 9 agosto, dopo che, il giorno prima, la capitale ha visto scendere nelle proprie strade molti manifestanti che richiedevano nuove elezioni e riforme costituzionali. Per la prima volta nella storia del Paese, le proteste in corso hanno iniziato a criticare la monarchia thailandese, alla quale, secondo la costituzione del Paese, spetta una posizione di venerazione.

I movimenti dell’8 agosto, che hanno coinvolto oltre 1.000 persone, erano stati innescati dall’arresto, avvenuto il giorno prima, di due figure di primo piano del movimento pro-democrazia thailandese,ovvero un avvocato per i diritti umani, Anon Nampa, e uno studente, Panupong Jadnok, poi rilasciati su cauzione, e si sono trasformati in un weekend di proteste contro il governo del premier Prayuth Chan-ocha. Quest’ultimo è un ex membro dell’esercito che ha preso il potere nel 2014, in seguito ad un colpo di Stato, e che è rimasto alla guida del Paese dopo elezioni organizzate nel 2019, in cui è risultato vincitore nonostante in molti ritengano che le votazioni siano state manipolate in suo favore.

Il 35enne Nampa era stato trattenuto con l’accusa di sedizione e di infrazione di un decreto ministeriale d’emergenza, imposto per limitare il coronavirus. Il 3 agosto precedente, durante un comizio al Monumento alla Democrazia di Bangkok, alla presenza di 200 manifestanti, l’uomo aveva criticato la monarchia thailandese e alcune leggi imposte dal governo che, a sua detta, servirebbero ad incrementare il potere del re, Maha Vajiralongkorn, asceso al trono nel 2016 e che vive tra la Thailandia e la Germania. Il re è anche comandante in capo delle forze armate del Paese ed è un ex-membro dell’esercito.

Durante il suo discorso, Nampa aveva fatto appello ad una limitazione dei poteri reali in un raro evento di critica alla corona, affermando che: “Nessun’altra democrazia al mondo consente ad un regnante di avere così tanto potere sull’esercito e ciò pone il rischio che una monarchia interna ad un sistema democratico possa diventare un monarchia assoluta”. Durante il suo intervento, la polizia aveva circondato l’area ma non era intervenuta.

Al contrario, molti conservatori ritengono che sia proprio lo stretto legame tra la monarchia e l’esercito a garantire stabilità al Paese e, da parte loro, le forze armate tutelano l’immagine reale come la più alta istituzione morale del Paese. Nonostante l’attuale re passi gran parte  del suo tempo in Germania, in Thailandia la sua immagine è affissa ovunque e nei cinema, prima dell’inizio dei film, viene suonato l’inno reale, al quale ci si aspetta che gli spettatori si alzino in piedi.  Tra i giovani, ci sono anche molti filo-monarchici che hanno organizzato raduni in opposizione alle proteste pro-democrazia.

L’argomento della monarchia è una tematica molto delicata in Thailandia, dove critiche pubbliche a tale istituzione, oltre ad essere illegali, sono state sempre considerate un tabù. Nonostante ciò, il perdurante dominio della politica thailandese da parte dell’esercito e dall’élite filo-monarchica ha acceso la frustrazione e la disapprovazione della parte più giovane della popolazione, soprattutto tra gli studenti. Durante i 70 anni del regno del defunto re Bhumibol Adulyadej, non era quasi mai emersa alcuna sfida alla monarchia, ma nel corso delle attuali proteste e sui social network, seppur limitatamente, sono emerse più volte critiche alla monarchia, per le quali si rischiano fino a 15 anni di carcere, secondo la legge di lesa maestà. Finora, nessuno dei partecipanti alle proteste è stato però  arrestato con tale accusa.

Le mobilitazioni thailandesi sono nate come un movimento pacifico organizzato on-line che ha coinvolto sempre più persone e che è iniziato all’inizio del 2020, dopo che alcuni tribunali avevano messo al bando il partito d’opposizione Future Forward. Durante le restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus le proteste sono continuate online dove è stata organizzata anche la prima manifestazione post-coronavirus, lo scorso 18 luglio.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.