Taiwan: visita ufficiale USA, Pechino si oppone

Pubblicato il 10 agosto 2020 alle 13:18 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, ha iniziato, il 9 agosto, una visita ufficiale a Taiwan, dove, il giorno successivo, ha incontrato la presidente avversa a Pechino della Repubblica di Cina (ROC), Tsai Ing-wen, la quale si è detta fiduciosa che presto ci saranno altri passi in avanti nella cooperazione con Washington. Nella stessa giornata, Azar ha anche presenziato alla firma del primo memorandum d’intesa in materia di sanità tra Washington e Taipei.

Durante il primo incontro tra Tsai e Azar, quest’ultimo ha riferito il sostegno del presidente statunitense, Donald Trump, all’isola e la sua ammirazione per il successo ottenuto dall’inizio dell’anno, sia dal punto di vista della democrazia, sia da quello del contenimento dell’epidemia di coronavirus. Azar ha dichiarato che lo scopo principale della sua visita è quello di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per la prevenzione, l’individuazione e la risposta a minacce alla salute . 

Da parte sua, la presidente Tsai, si è detta compiaciuta per la visita di Azar e per il grande sostegno degli USA a Taiwan, anche nella partecipazione dell’isola al contesto internazionale. Tsai ha ringraziato Trump, il segretario di Stato, Mike Pompeo, e Azar per aver riconosciuto il contributo di Taiwan nella lotta al coronavirus, sostenendo che il Paese avrebbe potuto contribuire maggiormente, se non fosse stato per la sua mancata partecipazione all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), impedita da Pechino, che considera l’isola una sua provincia e non riconosce la ROC.  

Dall’inizio della pandemia, Taipei e Washington hanno cooperato nella lotta al coronavirus  in più modi, ad esempio, con circa 30 videoconferenze bilaterali per condividere l’esperienza di Taiwan, la quale ha anche inviato mascherine e altri aiuti agli USA. Washington da parte sua, negli ultimi 3 anni, ha incoraggiato la presenza della ROC alle riunioni Assemblea mondiale della sanità, l’organo legislativo dell’OMS, come osservatore.

Quella di Azar è stata la visita di più alto livello di un funzionario americano a Taipei dal 1979, nonché dall’approvazione da parte dell’amministrazione Trump del Taiwan Travel Act il 16 marzo 2018. Tale legge consente e incoraggia visite di alto livello tra Stati Uniti e Taiwan ed è stata considerata un importante passo in avanti nei legami bilaterali, nonostante i due Paesi non intrattengano relazioni diplomatiche formali. Nello stesso anno, Washington ha poi aperto a Taipei l’ American Institute in Taiwan (AIT), che funge da sua ambasciata de facto nell’isola.

Al suo arrivo all’aeroporto di Songshan, Azar è stato accolto dal vice ministro degli Esteri di Taiwan, Chen Shih-chung, e, nel corso della visita, incontrerà il suo omologo, Chen Shih-chung, il ministro degli Esteri, Joseph Wu, il vice presidente, William Lai e l’ex presidente,  Chen Chien-jen. L’11 agosto, poi, il funzionario statunitense terrà un discorso alla National Taiwan University.

Dal canto suo, già dal 5 agosto, Pechino aveva aspramente criticato la scelta di Washington e si è fermamente opposta alla visita di Azar. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, aveva affermato che la questione di Taiwan è l’aspetto più importante nelle relazioni sino-americane che si basano proprio sul principio di “una sola Cina”. Per tali ragioni, Wang aveva esortato gli USA ad interrompere ogni forma di scambio con Taiwan, evitando di inviare segnali fuorvianti alle forze indipendentiste di Taiwan, in modo da non danneggiare seriamente le relazioni bilaterali con Pechino e la stabilità dello stretto di Taiwan.

A tal proposito, il 10 agosto, il Ministero della Difesa taiwanese ha dichiarato che aerei da combattimento cinesi hanno brevemente attraversato la Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, prima di essere allontanati da aerei militari taiwanesi. Il Ministero ha anche aggiunto che i velivoli cinesi erano stati individuati anche dai missili anti-aerei del proprio esercito.

Per Pechino l’isola di Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, secondo il principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo di Pechino, formatosi nel 1949 in seguito alla vittoria comunista. Tuttavia, a Taipei è presente un governo autonomo con a capo la presidente Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico della RPC, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Gli Stati Uniti dal primo gennaio 1979 hanno riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, chiudendo la propria sede diplomatica da Taipei. Nonostante ciò, Washington ha legami informali con l’isola dal punto di vista culturale e commerciale ed è anche il suo maggior fornitore di armi. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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