Rep. Dem. del Congo: attacchi nella regione orientale, 19 morti

Pubblicato il 10 agosto 2020 alle 20:57 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 19 civili sono stati uccisi e altri 2 sono rimasti feriti in una serie di attacchi compiuti contro tre villaggi della provincia di Ituri, nellEst della Repubblica Democratica del Congo. Le aggressioni sono avvenute, domenica 9 agosto, nella zona di Banyali Kilo e i responsabili sarebbero alcuni militanti della Cooperativa per lo sviluppo del Congo (CODECO), un gruppo armato politico-religioso accusato di attacchi, soprattutto a base etnica.

“Hanno ucciso 19 persone, alcuni con machete, altri con armi da fuoco”, ha dichiarato un funzionario locale ad Al-Jazeera. Luomo ha specificato che 5 sono morti nell’assalto coordinato contro il villaggio di Lisey, 2 nella vicina Tchulu e 12 ad Aloys. Alcuni testimoni hanno riferito che i soldati sono stati inviati nellarea per valutare la situazione, riportare lordine e convincere le persone a lasciare temporaneamente le loro case.

A fine maggio, le Nazioni Unite hanno avvertito che uccisioni, decapitazioni, stupri e altri atti barbarici commessi dal gruppo CODECO possono costituire crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Da giugno 2018, centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case nella provincia di Ituri, causando un numero di sfollati pari oltre 1,2 milioni di persone.

Ricca di risorse naturali, la provincia ha vissuto alcuni dei più feroci combattimenti tra il 1999 e il 2007, dopo che una lotta di potere tra gruppi ribelli è sfociata in uno spargimento di sangue a carattere etnico, principalmente tra le comunità Hema e Lendu. Dopo un decennio di relativa calma, schermaglie e combattimenti sono ripresi nel dicembre 2017, facendo rivivere tensioni di lunga data nella regione. Da allora, i disordini si sono evoluti in attacchi più coordinati da parte della milizia CODECO sia contro l’esercito sia contro il gruppo degli Hema.

La Cooperativa per lo Sviluppo del Congo si è diviso in diverse fazioni dopo che l’esercito congolese ne ha ucciso il leader, Justin Ngudjolo, a fine marzo. A inizio maggio, Ngabu Ngawi Olivier ha dichiarato di aver assunto la guida della milizia e, di recente, si è arreso ai militari chiedendo ai suoi combattenti di deporre le armi. Tuttavia, una delle fazioni in lotta ha successivamente rilasciato una dichiarazione in cui denunciava Olivier come impostore. In più, nessun combattente ha ancora seguito gli ordini del nuovo leader, secondo quanto precisato dal portavoce dell’esercito, Jules Ngongo.

A fine 2019, l’esercito ha lanciato un’operazione su larga scala per sradicare una costellazione di milizie, attive soprattutto nella parte orientale del Paese, scatenando un contraccolpo che ha provocato la morte di circa 636 persone dallinizio dellanno, secondo i dati delle Nazioni Unite.

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Chiara Gentili

di Redazione

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