Somalia: Al-Shabaab colpisce una base militare a Mogadiscio

Pubblicato il 8 agosto 2020 alle 18:30 in Africa Somalia

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Una base militare della capitale somala Mogadiscio è stata colpita da una grande esplosione che ha riecheggiato in tutta la città e  ha causato almeno 8 vittime e 14 feriti, l’8 agosto. Il gruppo terroristico Al-Shabaab ha da subito rivendicato la responsabilità dell’accaduto.  Secondo il capitano Mohamed Hussein il bilancio delle vittime potrebbe salire.

Un colonnello dell’esercito somalo, Ahmed Muse, ha rivelato che un militante del gruppo islamista alla guida di un’auto-bomba si sarebbe lanciato contro i cancelli della base militare della 12esima brigata dell’esercito, nel distretto di Warta-Nabadda, innescando l’esplosione al momento dell’impatto. I testimoni hanno affermato che grandi nubi di fumo si sono addensate sopra al luogo dell’esplosione, accompagnate dal suono delle sirene dei mezzi di soccorso e della polizia, intervenuta per delimitare l’area. La base militare in questione si trova nei pressi dello stadio, la cui riapertura dello scorso giugno era stata considerata un simbolo della ricostruzione nazionale, dopo anni di conflitti interni.

Il portavoce di Al-Shabaab, Abdiasis Abu Musab, ha annunciato: “Abbiamo condotto con successo un’operazione di martirio in una grande base militare apostata a Mogadiscio” e ha aggiunto che “il nemico” ha riportato numerosi morti e feriti e che i suoi veicoli militari sono stati distrutti. Il gruppo islamista è solito compiere attentati contro le forze di sicurezza e i funzionari somali, nel tentativo di colpire e far decadere il governo, riconosciuto a livello internazionale.

In precedenza all’attacco odierno, la capitale somala era stata colpita dall’ultimo attentato lo scorso 3 agosto, in un famoso ristorante della città, e in esso hanno perso la vita 5 persone. Il 13 luglio precedente, invece, Al-Shabaab  aveva cercato di colpire il capo dell’esercito della Somalia, Yusuf Rage, che era però uscito illeso da un attentato suicida compiuto, anche in quel caso, tramite il lancio di un’autobomba contro un convoglio della capitale.

La Somalia ha vissuto decenni di sconvolgimenti interni dal 1991, in seguito alla caduta del dittatore Siad Barre, quando i vari gruppi che contribuirono alla sua deposizione non riuscirono a trovare un accordo, facendo cadere il Paese in una situazione di instabilità che si protrasse fino al 2012. In quell’anno, dopo circa 12 anni di tentativi, fu istituito un governo di unità nazionale, a seguito del primo giuramento del parlamento, avvenuto dopo 20 anni e delle prime elezioni dal 1967.

 Ad aggravare la già fragile situazione somala concorse, nel 2006, la nascita nel Paese di Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, un’organizzazione politico-militare affiliata ad al-Qaeda. Il gruppo ha come obiettivo quello di ribaltare il governo di Mogadiscio per imporre la propria interpretazione della legge islamica. Per tale ragione, i suoi militanti conducono regolarmente attentati contro la capitale somala, come quello odierno.

In precedenza, Al-Shabaab e i suoi membri controllavano ampie zone del Paese ma, dal 2011, furono cacciati dai principali centri abitati e città, tra cui Mogadiscio, dall’esercito somalo e dalle truppe dell’Unione Africana. 

Per combattere Al-Shabaab sono operativi in Somalia 20.000 uomini dell’operazione di peace-keeping dell’Unione Africana, la African Union Mission to Somalia (AMISOM). Inoltre, anche gli Stati Uniti sono tra i Paesi che combattono il gruppo islamico nel Paese del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno come bersaglio i jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia nel 1994, le truppe di Washington sono state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007.

Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di Washington, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per Al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio nella Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e ha assoggettato i governanti locali. Stando alla relazione, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati,  agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si starebbero focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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