Emergenza migranti nello stretto di Dover

Pubblicato il 8 agosto 2020 alle 19:29 in Immigrazione UK

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Il Regno Unito ha richiesto l’intervento delle forze armate per gestire le imbarcazioni cariche di migranti che viaggiano nello stretto di Dover dalla Francia all’Inghilterra, l’8 agosto. In particolare, il Ministero della Difesa inglese ha dichiarato di aver ricevuto una richiesta formale dal Ministero degli Interni, che è ancora in fase di valutazione, per la fornitura di assistenza alla Border Force di Londra nelle operazioni che sta eseguendo nello stretto che separa il Paese dalla Francia.

Centinaia di persone, tra cui erano presenti anche bambini e donne in gravidanza, hanno attraversato i pochi km che separano le coste inglesi e francesi a bordo di gommoni sovraffollati negli ultimi giorni, approfittando del periodo in cui le acque hanno temperature più alte e sono generalmente calme.

Solamente nella giornata dello scorso 6 giugno, 235 persone sono approdate sulle coste inglesi e, il giorno dopo, ad esse se ne sono aggiunte altre 130. Sabato 8 agosto, i media inglesi hanno riportato ulteriori arrivi senza fornire però una cifra esatta. Il sotto segretario del Ministero degli Interni, Chris Philp, ha definito l’aumento degli arrivi “una vergogna” e sta cercando di fare pressioni sulla Francia, anche in vista di un incontro con la sua controparte d’oltre manica, prevista per la prossima settimana. Philip, in un articolo pubblicato sul quotidiano The Telegraph, ha dichiarato che Parigi dovrebbe fermare i migranti irregolari ancor prima che raggiungano le acque che dividono i due Paesi e ha aggiunto che il Regno Unito cercherà di riportare in Francia coloro che sono riusciti ad ultimare la traversata.

Da parte sua, il Ministero degli Interni di Parigi ha dichiarato che le squadre di controllo dispiegate sulla costa settentrionale stanno intercettando migranti a cadenza giornaliera e, per tale ragione, sono state disposte forze aggiuntive. Rispetto al periodo gennaio-luglio del 2019, nel 2020 il numero delle imbarcazioni di migranti fermate è stato cinque volte superiore. Un portavoce del Ministero francese ha dichiarato che si tratta di un problema congiunto di Londra e Parigi, e, in quanto tale, è necessaria una risposta operativa congiunta.

Gli arrivi incontrollati di migranti dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente sono stati a lungo un motivo di tensione tra i Paesi europei che hanno sempre faticato a trovare una risposta congiunta efficace al problema, anche nell’ambito dell’Unione Europea (UE). Il Regno Unito ha lasciato l’istituzione il 31 gennaio scorso ed è entrato in un periodo di transizione che si concluderà il 31 dicembre prossimo, quando scadranno tutti gli accordi ancora in vigore. 

In particolare, l’immigrazione e le politiche di frontiera sono stati due capisaldi della campagna interna a favore della Brexit del 2016, la quale rivendicava la ripresa del controllo sui propri confini come uno dei maggiori vantaggi del distacco dall’UE. Il segretario agli Interni inglese, Priti Patel, una grande sostenitrice della Brexit, ha commentato la nuova ondata migratoria con un tweet del 7 agosto nel quale ha affermato che è necessario fermare i migranti prima che lascino la Francia e intercettare e bloccare le imbarcazioni su cui viaggiano, operazioni per le quali si rende necessaria la collaborazione di Parigi. Patel ha concluso affermando: “Io so che quando il popolo britannico afferma di voler riprendere il controllo sulle frontiere, questo è esattamente ciò che intendono”.

Al contrario, i critici del governo e della Brexit, e tra questi soprattutto le organizzazioni per i diritti dei migranti e dei rifugiati, hanno accusato l’esecutivo di fare leva sui timori xenofobici dei votanti, ingigantendo la problematica. Il direttore di Refugee Action, Stephen Hale, ad esempio, ha ribattuto dicendo che il Regno Unito “è meglio di così” e che gli arrivi di numeri limitati di persone non costituiscono una crisi migratoria. Hale ha invitato il governo di Londra a preoccuparsi invece della crisi determinata dal coronavirus.

Il 12 luglio 2020, i Ministeri degli Interni francese e inglese hanno firmato un accordo per creare un’unità di intelligence della polizia in grado di combattere il traffico degli esseri umani e ridurre le traversate irregolari della Manica. Dall’inizio del 2020, sarebbero circa 3.400 le persone che hanno attraversato tali acque, mentre nel 2019, le persone salvate dalle forze dei due Paesi sono state 2.278, un dato quattro volte superiore a quello del 2018.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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