Trump contro le app cinesi: vieta TikTok e WeChat negli Stati Uniti

Pubblicato il 7 agosto 2020 alle 13:04 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha emesso due ordini esecutivi che vietano ad ogni persona o azienda soggetta alla giurisdizione americana di compiere transazioni con i proprietari cinesi delle app TikTok e WeChat. Il divieto entrerà in vigore tra 45 giorni. In questo lasso di tempo, TikTok, come anticipato, potrebbe essere acquisita da Microsoft e da un pool di società finanziarie americane e giapponesi. Se ciò non succederà, ogni persona o entità statunitense che continuerà ad avere rapporti economici con l’app di video musicali, così come con quella di messaggistica WeChat, incorrerà in sanzioni.

Gli ordini esecutivi, emessi giovedì 6 agosto, sono giunti in un momento in cui l’amministrazione Trump ha dichiarato di voler intensificare gli sforzi per eliminare le app cinesi giudicate “non attendibili” dalle reti digitali statunitensi. In più, TikTok e WeChat sono state definite dal presidente “minacce significative” perché rischiano di essere utilizzate per “campagne di disinformazione a beneficio del Partito Comunista Cinese”. “Gli Stati Uniti devono intraprendere azioni aggressive contro i proprietari di TikTok per proteggere la sicurezza della nostra nazione”, ha precisato Trump in uno dei due ordini. Nell’altro, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che WeChat, di proprietà della cinese Tencent, “acquisisce automaticamente una vasta quantità di informazioni dai suoi utenti e questa raccolta di dati rischia di consentire al Partito comunista cinese l’accesso alle informazioni personali degli americani”. WeChat è un’app di messaggistica e videochiamate simile a WhatsApp e negli USA possiede circa 3 milioni di utenti attivi. Viene utilizzata soprattutto dai cinesi-americani che vogliono comunicare con i loro parenti in Cina, ma, dopo il recente ordine esecutivo, il suo utilizzo è stato comparato dall’amministrazione Trump a una minaccia per la sicurezza nazionale.

TikTok, di proprietà della compagnia cinese ByteDance, ha dichiarato, venerdì 7 agosto, di essere profondamente “scioccata” dalla mossa di Washington e ha rivelato che potrebbe rivolgersi ai tribunali statunitensi per assicurarsi che sia stata trattata in modo equo. “Utilizzeremo tutti i rimedi a nostra disposizione per garantire che lo stato di diritto non venga messo da parte e che la nostra società e i nostri utenti siano trattati in modo equo, se non dall’amministrazione Trump, almeno dai tribunali statunitensi”, ha affermato TikTok sul suo sito web.

La Cina, dal canto suo, ha accusato gli Stati Uniti di “manipolazione politica e soppressione arbitraria” dopo l’annuncio della firma degli ordini esecutivi. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha affermato, durante una conferenza stampa, che gli effetti della mossa degli Stati Uniti ricadranno sulle persone e sulle aziende americane.

A inizio settimana, Trump aveva dichiarato che avrebbe supportato la vendita delle operazioni statunitensi di TikTok a Microsoft se il governo degli Stati Uniti avesse ottenuto una “porzione sostanziale” del prezzo di vendita. L’app è stata criticata dai legislatori statunitensi e dall’amministrazione Trump per problemi legati a motivi di sicurezza nazionale dal momento che la cinese ByteDance ne possiede la tecnologia. Washington teme che il governo di Pechino possa accedere ai dati degli utenti statunitensi vista la vicinanza con la proprietaria dell’app. TikTok, dal canto suo, ha ripetutamente negato le affermazioni.

Microsoft è attualmente in trattative con ByteDance per acquistare le attività dell’applicazione negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Nuova Zelanda. Il Financial Times, giovedì 6 agosto, ha riferito che il gigante tecnologico statunitense starebbe cercando un accordo per acquisire tutto il business globale dell’app.

Jim Anderson, CEO della società di social media marketing Social Flow, ha affermato che la decisione di Trump di vietare TikTok e WeChat è motivata dalla profonda sfiducia tra le due maggiori economie del mondo. “TikTok ha fatto di tutto per cercare di rassicurare le persone sul fatto che il governo cinese non ha mai chiesto di fornire informazioni sugli utenti, certamente non sui cittadini statunitensi”, ha rivelato Anderson ad Al Jazeera. “La vera preoccupazione per Trump è che anche se non l’hanno ancora fatto potrebbero farlo in futuro. Se l’applicazione è di proprietà di una società cinese, non potranno davvero rifiutare una richiesta del genere da parte del governo cinese. Combinate questo con l’escalation delle tensioni in atto tra Stati Uniti e Cina, sul fronte commerciale e su altri ambiti, e arriviamo dove siamo ora”, ha aggiunto.

Sulla compravendita tra Microsoft e ByteDance, Anderson ha dichiarato: “Microsoft è una società abbastanza grande da essere in grado di finanziare questo tipo di acquisizione a livello globale. La vera domanda è se ByteDance sia disposta a rinunciare al mercato statunitense e ad altri a livello globale, e questo problema ovviamente presenta enormi sfide tecniche e non c’è modo che possa essere risolto nei prossimi 45 giorni”. Nel frattempo, va ricordato che, giovedì 6 agosto, il Senato degli Stati Uniti ha votato all’unanimità per approvare un disegno di legge del senatore Josh Hawley che vieta ai dipendenti federali di utilizzare TikTok sui dispositivi emessi dal governo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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