Siria: nuove esplosioni provocano la morte di un bambino e circa 25 feriti civili

Pubblicato il 7 agosto 2020 alle 12:30 in Medio Oriente Siria

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Un bambino è morto a circa 25 civili sono rimasti feriti a seguito di esplosioni verificatesi, tra la notte del 6 agosto e l’alba del giorno successivo, il 7 agosto, nel governatorato siriano Nord-occidentale di Idlib e nell’Est della Siria.

Secondo quanto riferito da fonti locali al quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, una delle esplosioni ha interessato, all’alba del 7 agosto, la città di Jisr al-Shughur, situata nell’area rurale occidentale di Idlib. Qui, un bambino, di un anno e mezzo, è morto, e 5 membri della propria famiglia sono rimasti feriti, 2 dei quali versano in gravi condizioni. Le fonti, tuttavia, non sono state in grado di individuare le cause della detonazione, sebbene abbiano riferito di aver udito il rumore di proiettili poco prima dell’esplosione. La notizia è stata poi confermata dalla Difesa civile siriana, la quale ha precisato che la maggior parte delle vittime è costituita da donne e bambini.

Un secondo episodio si è verificato nella sera del 6 agosto a Ras al-Ain, nell’area rurale di Hasakah, un governatorato situato nell’Est della Siria. Qui, il lancio di granate ha causato il ferimento di almeno 20 civili, tra cui anche bambini, mentre stavano partecipando ai festeggiamenti di un matrimonio. Al momento, non sono chiari i responsabili dell’accaduto, ma gli attivisti locali hanno riferito che gli esplosivi potrebbero essere stati lanciati per sbaglio dall’Esercito Nazionale Siriano (ESL), un gruppo armato che combatte contro le forze del regime affiliate al presidente Bashar al-Assad. Si tratta, tuttavia, di un’area che assiste spesso ad episodi di tal tipo.

Come specificato dal quotidiano arabo, Jisr al-Shughur è una località posta sotto il controllo di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto nella guerra civile siriana. Secondo quanto riferito in precedenza da al-Araby al-Jadeed, il gruppo ha provato a raggiungere un accordo con le forze del regime per creare un canale di passaggio nel Nord-Ovest da utilizzare per scopi commerciali. L’obiettivo è alleviare le difficoltà economiche vissute dal gruppo ed evitare un suo smantellamento che potrebbe rappresentare un beneficio per la Turchia. Jisr al-Shughur è poi considerato un luogo strategico, da cui è possibile controllare in modo diretto la strada internazionale M4, che collega Aleppo e Latakia.

Idlib rappresenta l’ultima roccaforte posta ancora sotto il controllo delle forze di opposizione ed è al centro di una violenta offensiva sin dal mese di aprile 2019. Il 5 marzo scorso, il presidente russo, Vladimir Putin, ed il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno concordato una tregua nella regione, volta a favorire il ritorno degli sfollati e rifugiati siriani. Un altro punto dell’accordo prevede l’organizzazione di operazioni di pattugliamento congiunte tra Mosca e Ankara, da effettuarsi prevalentemente presso l’’autostrada M4, a circa 30 km dal confine meridionale della Turchia. Le pattuglie, sebbene siano riuscite a compiere circa diversi round, sono state spesso ostacolate non solo da gruppi di ribelli locali, ma anche da Hayat Tahrir al-Sham.

Nel frattempo, il perdurante conflitto siriano, scoppiato il 15 marzo 2011, è oramai entrato nel suo decimo anno. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, mentre sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. La tregua del 5 marzo è stata pressoché rispettata nel corso degli ultimi mesi, ad eccezione di sporadiche violazioni commesse perlopiù dalle forze del governo siriano e degli attacchi contro le pattuglie congiunte russo-turche sulla strada internazionale M4. Tuttavia, il cessate il fuoco è stato accolto con scetticismo dai residenti, che hanno visto innumerevoli iniziative naufragare negli ultimi anni, e temono che presto assisteranno a nuove offensive e alla ripresa di un’escalation.

La Rete siriana per i diritti umani ha riferito, il 2 agosto, di aver documentato la morte di circa 120 civili in totale nel mese di luglio, a causa di attacchi e offensive condotti da tutte le parti impegnate nel conflitto. Tra le vittime, riferisce la Rete, vi sono stati altresì 26 bambini e 11 donne. Al bilancio sono da aggiungersi anche 13 civili deceduti a seguito di torture, perpetrate dalle forze di Assad così come dalle forze di opposizione e dalle Syrian Democratic Forces (SDF).

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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