Incontro Libia-Malta-Turchia: al centro la pace e l’immigrazione

Pubblicato il 7 agosto 2020 alle 14:42 in Libia Malta Turchia

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Il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, ha incontrato, giovedì 6 agosto, i ministri degli Esteri turco e maltese, rispettivamente Mevlut Cavusoglu ed Evarist Bartolo. I tre hanno discusso degli ultimi sviluppi in Libia e dei modi per rilanciare il dialogo politico tra le parti e la risoluzione pacifica del conflitto. Il vertice ha avuto lobiettivo di rafforzare la cooperazione tra i tre Paesi in diversi ambiti, dalla sicurezza allimmigrazione, e ha trattato anche il tema della possibile ripresa dei voli commerciali dalla Libia a Malta e alla Turchia, ha dichiarato l’ufficio stampa di Al-Sarraj.

I funzionari hanno avuto modo di riesaminare l’operazione Irini, promossa dallUnione Europea per monitorare il rispetto dell’embargo sulle armi in Libia, deciso dalle Nazioni Unite, e hanno ribadito la necessità che l’operazione si espanda verso le frontiere terrestri e migliori il controllo aereo. Attraverso i cieli e i labili confini di terra avviene, secondo Al-Sarraj, gran parte della consegna di armi e mercenari. Irini, invece, si concentra soprattutto sulle acque del Mediterraneo e può condurre ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare, secondo quanto stabilito anche dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i compiti secondari di Irini, sono compresi il monitoraggio e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della Marina, nonché il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti.

Turchia, Malta e Libia hannoanche discusso dell’immigrazione illegale e della lotta contro i trafficanti di esseri umani. Ankara e La Valletta, in particolare, hanno offerto la loro disponibilità a fornire a Tripoli le attrezzature necessarie alla Guardia Costiera. Hanno sottolineato che l’UE dovrebbe contribuire attivamente alla lotta contro l’immigrazione illegale e dovrebbe impegnarsi a sradicare il problema investendo di più nei Paesi di origine dei migranti. I tre funzionari hanno dunque deciso di formare una squadra congiunta per seguire gli interessi della nazione nordafricana.

Un giorno prima del vertice trilaterale del 6 agosto, il sottosegretario libico al Ministero dell’Interno per gli affari dell’immigrazione illegale, Mohamed Al-Shaibani, aveva discusso con l’ambasciatore maltese in Libia, Charles Saliba, della questione dell’immigrazione illegale. Al-Shaibani aveva sottolineato la necessità di puntare sulla cooperazione e mettere in atto accordi per ottenere risultati più concreti sul tema. “È della massima importanza trarre vantaggio dagli accordi firmati tra Libia e Malta a questo proposito, nell’interesse comune di entrambi i Paesi, e concentrarsi sullo sviluppo delle prestazioni dei membri della Guardia costiera libica”, ha osservato il Ministero dell’Interno di Tripoli. L’incontro si è concluso con le parti che hanno promesso di impegnarsi a rafforzare la cooperazione bilaterale anche nel campo dello smantellamento degli esplosivi, con il rappresentante del primo ministro maltese che ha offerto il pieno supporto della Valletta e ha promesso di dotare la squadra di sminamento libica degli strumenti e della formazione necessaria.

Nel frattempo, secondo quanto reso noto dal quotidiano Libya Herald, gli Stati Uniti hanno annunciato, il 6 agosto, di aver imposto sanzioni contro una rete di contrabbando, formata da personalità libiche e da una compagnia maltese, accusata di minacciare la sicurezza del Paese nordafricano. La rete di occupava del contrabbando di carburante e droghe. La competizione per il controllo delle rotte del contrabbando, degli impianti petroliferi e dei nodi di trasporto è un fattore chiave del conflitto in Libia e priva il popolo delle sue risorse economiche. Ciò influisce poi sulla convinzione che il conflitto interno della Libia non sia politicamente o ideologicamente fondato ma sia una pura competizione per il potere e per l’accesso alla sua ricchezza, si legge in una dichiarazione dell’ambasciata statunitense a Tripoli.Le sanzioni, a detta del personale dellambasciata, dimostrano che gli Stati Uniti intraprendono azioni concrete in Libia in risposta a coloro che minano la pace, la sicurezza o la stabilità del Paese.

“Oggi, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni finanziarie su una rete di trafficanti che ha contribuito all’instabilità della Libia. Le persone interessate includono il libico Faysal al-Wadi (Wadi), operatore della nave Maraya e i suoi due soci, Musbah Mohamad M Wadi (Musbah) e Nourddin Milood M Musbah (Nourddin), nonchè la società con sede a Malta, Alwefq Ltd. Il Dipartimento del Tesoro del Controllo delle attività estere (OFAC) degli Stati Uniti ha designato al-Wadi ai sensi dell’Executive Order (EO) 13726 e identificato la nave Maraya come proprietà bloccata, specifica la dichiarazione. Come conseguenza delle sanzioni, tutti i beni di queste persone, compresa la nave identificata, che si trovano o arrivano negli Stati Uniti o sono legati a persone statunitensi devono essere bloccati e segnalati all’OFAC, conclude la nota.

Wadi lavorava con una rete di contatti nel Nordafrica e nell’Europa meridionale per contrabbandare carburante e droghe illecite dalla Libia a Malta. Le operazioni si concentravano tra il porto libico di Zuwarah e la località marittima di Hurd’s Bank, appena fuori dalle acque territoriali di Malta. Hurd’s Bank è nota per le transazioni marittime illecite.

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Chiara Gentili

di Redazione

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