Coronavirus: il Kazakistan estende la quarantena

Pubblicato il 7 agosto 2020 alle 12:38 in Asia Kazakistan

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Il ministero della sanità del Kazakistan ha affermato che il Paese sta riuscendo a superare l’epidemia di coronavirus, ma le autorità hanno comunque esteso l’attuale regime di quarantena e introdotto regole più severe su dove e quando indossare le mascherine.

Il ministro della Salute, Aleksej Coj ha dichiarato in un briefing, il 3 agosto scorso, che con il picco di infezioni ormai passato, il Paese deve prepararsi alle sfide future. “Il nostro lavoro è mantenere le posizioni che sono state conquistate attraverso prove molto dure sopportate dall’intera popolazione e dal sistema sanitario” – ha affermato.

Coj ha citato indicatori come il dimezzamento del numero di nuove infezioni quotidiane rilevate nelle ultime tre settimane come prova della sua positiva valutazione. Gli ospedali stanno vedendo un carico di lavoro molto più basso e i letti in terapia intensiva si stanno liberando, ha sottolineato. “Basta ricordare quanto fosse diventata critica la situazione in alcuni ospedali a giugno. Ora, gli ospedali sono occupati solo per il 34%” – ha detto Coj. “Ciò è stato ottenuto in parte aumentando la capacità dei reparti”. 

Giugno è stato un mese particolarmente duro per il Kazakistan. Con gli ospedali spesso pieni oltre la capacità massima, era diventato normale anche per i pazienti in condizioni critiche di essere inviati a nosocomi di provincia o periferici. I conducenti delle ambulanze avevano denunciato che i pazienti morivano a bordo mentre erano alla ricerca di un ospedale che potesse curarli. La gente ha svuotato le farmacie, causando la carenza di farmaci antivirali e di medicinali per la febbre in molti luoghi. È stato in questo contesto che il 5 luglio il governo ha reintrodotto le misure di quarantena.

A differenza di giugno, secondo quanto riferito, gli ospedali stanno ora allentando i criteri per l’ammissione dei pazienti, che si erano estesi all’obbligo di presentare un test positivo per il coronavirus in alcune zone del Paese particolarmente in difficoltà.

Nonostante i segnali positivi, il governo si è mosso per inasprire le sue regole sull’uso delle mascherine. Il 30 luglio, il medico capo dello sistemasanitario Aizhan Esmagambetova ha firmato un decreto che imponeva l’uso di coperture per il viso non solo al chiuso, ma anche per strada, al fine di “ridurre il rischio di contagio tra la popolazione”. I trasgressori rischiano una multa fino a 83.340 tenge  (180 euro al cambio attuale). Dopo un’esplosione di indignazione pubblica, il ministero della Salute ha parzialmente fatto marcia indietro, chiarendo che i bambini di età inferiore ai cinque anni e le persone che praticano sport e mantengono le distanze sociali erano esentati dall’obbligo.

Il 29 luglio, il presidente Qasym-Jomart Tokaev ha ordinato una proroga di due settimane del blocco, che doveva scadere all’inizio di agosto, al fine di “consolidare ulteriormente il suo effetto positivo”.

Osservatori indipendenti denunciano che ottenere un quadro chiaro dell’emergenza è stato inficiato dal modo incoerente in cui i dati sono stati raccolti e resi pubblici. Le cose, tuttavia, sono cambiate e dal 1° agosto, quando il governo ha iniziato a mettere insieme le cifre dei casi confermati di COVID-19 e quelle della polmonite. Da tempo si sospettava che molti casi di quest’ultima malattia fossero in realtà riconducibili a infezioni da coronavirus, ma non è stato possibile stabilire in modo definitivo il legame vista la frammentarietà del regime di sperimentazione. Il ministero della Salute ha descritto il cambiamento del suo protocollo come un abbraccio alla trasparenza, sebbene i critici del governo continuino a sostenere che le informazioni sono spesso poco chiare e frammentarie.

Al 6 agosto le autorità sanitarie di Nur-Sultan hanno registrato 96.922 casi di coronavirus, di cui oltre 29.000 ancora attivi, e 1.058 morti.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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