Trump: “Bambini immuni dal coronavirus”, Facebook rimuove il post

Pubblicato il 6 agosto 2020 alle 12:52 in USA e Canada

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Facebook ha rimosso, mercoledì 5 agosto, un video pubblicato sul profilo della campagna elettorale del presidente Donald Trump, in cui quest’ultimo motivava la necessità di riaprire al più presto le scuole affermando che i bambini sarebbero “praticamente immuni dal coronavirus”. Secondo il social network, il messaggio rappresenta una violazione delle politiche aziendali contro la disinformazione intorno al virus.

È la prima volta che Facebook decide di rimuovere un contenuto del presidente, date le opinioni del suo amministratore delegato, Mark Zuckerberg, in merito alla libertà di espressione sulla piattaforma. Il capo di Facebook sostiene apertamente che il social network non sia “un baluardo della verità”, che non si debba ergere ad “arbitro dell’informazione”, ma che sia nell’interesse del pubblico vedere tutto ciò che postano i leader politici, comprese le falsità. Zuckerberg ha sempre mantenuto la sua posizione, anche quando altre società, come Twitter, hanno deciso di rafforzare il loro regolamento per monitorare i discorsi del presidente. La politica di Facebook ha spesso scatenato dure reazioni da parte dei dipendenti dell’azienda, degli inserzionisti e dei leader dei diritti civili, i quali hanno contestato l’approccio del CEO anche rispetto alle dichiarazioni di Trump sulle proteste “Black Lives Matter” e sul voto tramite posta elettronica.

Il video pubblicato mercoledì sul profilo della campagna elettorale Trump 2020 è stato ripreso da un’intervista, tenutasi nella mattinata, con Fox News. Nella clip, il presidente ha sollecitato la riapertura delle scuole ad autunno, sostenendo che i bambini sono “praticamente immuni” dal coronavirus. La teoria, tuttavia, non avrebbe fondamento scientifico e non sarebbe supportata dagli esperti. “Hanno sistemi immunitari in qualche maniera molto più forti dei nostri”, ha dichiarato Trump. “Non hanno problemi. Semplicemente non hanno problemi”, ha aggiunto.

Facebook ha rimosso il video circa 4 ore dopo il suo caricamento, sostenendo che il post violasse le politiche specificamente studiate dall’azienda per evitare la disinformazione sanitaria intorno al coronavirus. Il video sarebbe stato visualizzato da quasi mezzo milione di persone prima di essere rimosso, secondo le stime di CrowdTangle, uno strumento di proprietà di Facebook per l’analisi delle interazioni sociali. “Il post include false affermazioni secondo cui un gruppo di persone sarebbe immune dal Covid-19. Si tratta di una violazione delle nostre politiche sulla dannosa disinformazione intorno al coronavirus”, ha dichiarato un portavoce di Facebook.

Mercoledì 5 agosto, anche Twitter ha bloccato il post della campagna elettorale di Trump contenente lo stesso video. L’account, come previsto normalmente dal social network, è rimasto bloccato e non ha potuto pubblicare nuovi tweet fino alla rimozione del post, ritenuto offensivo. In serata, il video è stato eliminato dall’account della campagna elettorale di Trump e il profilo ha potuto riprendere a pubblicare. Tuttavia, Courtney Parella, portavoce della campagna di Trump, ha accusato i social network di essere di parte nei confronti del presidente statunitense e ha affermato che «le società di social media non sono gli arbitri della verità».

Ad aprile, Facebook ha creato una serie di regole specifiche relative al divieto di disinformazione sul coronavirus. La politica è stata ripetutamente messa alla prova da Trump, il quale ha spesso condiviso contenuti dove lui o altri facevano affermazioni discutibili in merito a potenziali trattamenti e cure. Nello stesso mese, ad esempio, il presidente aveva affermato che le persone potevano ingerire candeggina o utilizzare la luce ultravioletta per contrastare il virus. In tale occasione, Facebook non aveva rimosso i video, affermando che i post non violavano direttamente le politiche del social network, dal momento che Trump non aveva specificamente indirizzato le persone a seguire quei trattamenti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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