Tagikistan taglia forniture elettriche a Uzbekistan e Afghanistan

Pubblicato il 6 agosto 2020 alle 8:53 in Tajikistan Uzbekistan

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Il governo del Tagikistan ha reso noto di aver interrotto la fornitura di energia elettrica al vicino Uzbekistan e all’Afghanistan perché i bassi livelli fluviali causati da un inverno poco nevoso hanno limitato la produzione della centrale idroelettrica di Nurek.

Una dichiarazione pubblicata sul sito Web ufficiale del presidente Emomali Rahmon il 28 luglio scorso affermava che le nevicate nelle aree in cui il ghiaccio si scioglie e si riversa nel fiume Vakhsh erano inferiori di oltre il 50% rispetto agli anni precedenti. “Questa è la prima volta che qualcosa del genere accade in Tagikistan” – ha scritto Rahmon. “Oggi, l’acqua nel letto del fiume Pyanj è di 2.000 metri cubi in meno rispetto agli anni precedenti, inclusi 800 metri cubi in meno nel fiume Vakhsh, cioè il 50% in meno” – spiega ancora il capo dello stato tagiko.

L’Uzbekistan aveva già segnalato problemi all’inizio del mese. Il 24 luglio scorso, il gestore della rete elettrica di Tashkent  ha rilasciato un comunicato stampa per dire che è stato costretto a razionare la fornitura di energia a causa di ciò che ha definito una discrepanza tra le quantità di elettricità prodotta e consumata. “Il volume delle restrizioni è di circa 1,5-2 milioni di chilowattora, che rappresenta circa lo 0,8-1 percento del consumo medio giornaliero” – ha affermato la società che ha citato espressamente le decisioni del governo del Tagikistan come uno specifico fattore che contribuiscono al razionamento dell’elettricità.

La rete elettrica nazionale dell’Uzbekistan aveva raggiunto lo scorso maggio un accordo con il monopolio energetico tagiko Barki Tojik per importare l’elettricità che Dushanbe produce nelle sue centrali idroelettriche, la principale delle quali è Nurek. Il contratto doveva durare fino a settembre.

L’Uzbekistan si è ora rivolto al Turkmenistan per compensare le carenze. Le consegne da Turkmenenergo, il monopolio energetico del governo di Ashgabat, sono iniziate lo scorso 28 luglio.

In Uzbekistan, il più popoloso dei Paesi dell’Asia Centrale, oltre l’80% del fabbisogno di elettricità è soddisfatto dalle centrali termoelettriche, dove l’elettricità viene prodotta bruciando gas e carbone. Circa il 10% viene prodotto nelle centrali idroelettriche.

Il governo si è impegnato ad aumentare il volume di energia generata dalle energie rinnovabili, ma i numeri sono ancora molto al di sotto del potenziale. A giugno, il ministero dell’Energia uzbeko ha indetto una gara d’appalto per la costruzione di una centrale eolica da 100 megawatt – parte della strategia del governo volta a raggiungere l’obiettivo di far coprire un quarto del fabbisogno di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030.

Gli accordi conclusi con partner steanieri fino ad oggi includevano uno con la società degli Emirati Arabi Uniti Masdar per costruire un impianto eolico da 500 megawatt nella regione di Navoi; un altro con ACWA Power dell’Arabia Saudita per costruire una centrale eolica da 500-1.000 megawatt; un altro con la francese Total Eren per installare una centrale solare da 100 megawatt nella regione di Samarcanda.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione