Grecia: avviato il programma europeo per il rimpatrio volontario dei migranti

Pubblicato il 6 agosto 2020 alle 17:51 in Grecia Immigrazione

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Un primo volo dalla Grecia, per il rimpatrio volontario dei migranti nei loro Paesi dorigine, è stato effettuato, giovedì 6 agosto, nellambito del programma, finanziato dall’Unione Europea, volto ad alleviare la pressione sullo Stato della penisola balcanica. La partenza del primo gruppo di migranti, composto da 134 iracheni, è stata definita come “la più grande operazione di rimpatrio volontario che la Grecia abbia mai realizzato, nonché la più grande in Europa dallinizio di quest’anno”, secondo quanto riferito ai giornalisti dal portavoce del governo, Stelios Petsas.

A circa 5.000 migranti economici verranno offerti incentivi pari a 2.000 euro a persona per il loro ritorno in patria. I candidati devono aver fatto ingresso nel Paese prima del primo gennaio 2020 e devono ancora risiedere, al momento della domanda, nelle isole di Leros, Samos, Lesbo, Kos e Chios. I migranti hanno un mese di tempo per mandare la candidatura. Nel caso di una scarsa quantità di richieste, tuttavia, il termine può essere prorogato di un altro mese per raggiungere il numero pianificato di domande, secondo quanto precisato dal Ministero dellimmigrazione.

Annunciato a marzo, lo schema dell’UE è rimasto inattivo fino ad oggi, a causa della pandemia di coronavirus. I fondi verranno impiegati per aiutare i richiedenti asilo a ricominciare da capo nei loro Paesi d’origine, aveva detto il commissario europeo per gli Affari interni, Ylva Johansson, al momento del lancio delliniziativa.

Più di un milione di migranti e rifugiati sono arrivati in Grecia nel 2015 e nel 2016, secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Attualmente, ci sono circa 120.000 persone, tra rifugiati e migranti, stanziate nel Paese europeo. Più di 25.000 richiedenti asilo vivono nei centri di accoglienza costruiti sulle cinque isole dell’Egeo. Originariamente, tali strutture erano state progettate per accogliere circa 6.095 persone. Il governo greco ha iniziato a trasferire migliaia di migranti in edifici più sicuri sulla terraferma. Tuttavia, numerosi attivisti dichiarano che i centri di accoglienza messi a disposizione dalle autorità sono paragonabili a delle carceri. “Ci saranno controlli severi ma non sono prigioni”, ha affermato il ministro dell’Immigrazione, George Koumoutsakos. “La Grecia non costruisce prigioni. È uno Stato europeo democratico che protegge i suoi confini e i diritti umani”, ha aggiunto.

Secondo quanto riferito dal governo di Atene, il 4 agosto, negli ultimi mesi la Grecia ha registrato un calo degli arrivi di migranti e rifugiati dalla Turchia, grazie a maggiori controlli alle frontiere e a causa della pandemia di coronavirus. Nei mesi che vanno da aprile a luglio del 2020, il Paese ha registrato 850 arrivi. Si tratta di un importante calo rispetto ai 12.363 migranti dello stesso periodo dell’anno scorso. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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