Egitto e Grecia firmano accordo sui confini marittimi

Pubblicato il 6 agosto 2020 alle 20:41 in Egitto Grecia

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L’Egitto e la Grecia hanno firmato un accordo, giovedì 6 agosto, attraverso il quale designare, nel Mediterraneo orientale, una zona economica esclusiva tra i due Paesi. Si tratta di un’area contenente promettenti riserve di gas e petrolio, secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry. Lannuncio è stato rilasciato al termine di una conferenza stampa congiunta, al Cairo, tra Shoukry e lomologo greco, Nikos Dendias.

“Questo accordo consente a entrambi i Paesi di andare avanti nel massimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili nella zona economica esclusiva, in particolare le promettenti riserve di gas e petrolio”, ha sottolineato il ministro egiziano. “L’accordo con l’Egitto rientra nell’ambito del diritto internazionale, rispetta tutti i principi di diritto internazionale e diritto del mare, consente di preservare relazioni di buon vicinato e contribuisce alla sicurezza e alla stabilità della regione”, ha dichiarato, dal canto suo, Dendias.

Egitto e Grecia sono entrambi in contrasto con la Turchia, la quale, il 27 novembre 2019, aveva stipulato, con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, un accordo per la rispettiva demarcazione delle zone economiche esclusive. La mossa aveva intensificato le controversie nel Mediterraneo orientale, facendo emergere tensioni in merito ai diritti di sfruttamento delle riserve di gas offshore nella regione. Sia Il Cairo che Atene avevano condannato l’accordo, definendolo “illegale”, e avevano accusato i due Paesi di evidente violazione del diritto internazionale.

I disaccordi tra Grecia e Turchia si sono poi acuiti in seguito alle attività di esplorazione avviate da Ankara al largo della costa di Cipro. Anche su questa questione, lEgitto è intervenuto in chiave anti-turca affermando che una recente rilevazione sismica, pianificata dalla Turchia tra il 21 luglio e il 2 agosto nelle acque del Mediterraneo orientale, avrebbe potuto potenzialmente invadere la zona economica esclusiva del Cairo.

Lo scorso 21 luglio, Ankara aveva rilasciato un avviso Navtex, nel quale aveva annunciato che una nave turca avrebbe condotto rilevazioni sismiche a Sud e ad Est dell’isola greca di Kastellorizo, mettendo in allerta la Marina greca. In tal caso, Ankara aveva annunciato che sarebbe stata l’imbarcazione Oruc Reis a condurre l’indagine. Parallelamente, nella stessa data, due caccia F-16 turchi erano entrati nello spazio aereo greco e avevano sorvolato gli isolotti di Strongyli e Megisti, vicino a Kastellorizo. 

Da parte sua, il 22 luglio, la Grecia aveva emesso un avviso analogo, specificando che una “stazione non autorizzata” aveva trasmesso un Navtex nell’area di servizio di Atene, riferendosiad attività non autorizzate e illegaliin un’area che si sovrapponeva alla piattaforma continentale greca. Il successivo 24 luglio, le autorità di Atene avevano tuttavia riportato una de-escalation delle tensioni, dal momento che le navi della Marina turca avevano deciso di lasciare l’area al largo dell’isola di Kastellorizo.

L’annuncio delle rilevazioni e i Navtex da parte turca hanno incrementato le tensioni tra Ankara da un lato e Atene e Nicosia dall’altro. Queste ultime sono entrambe legate da strette relazioni con Il Cairo. Secondo gli esperti, la firma dell’accordo sulla delimitazione di una zona economica esclusiva tra la Grecia e l’Egitto potrebbe provocare una nuova eventuale iniziativa di Ankara nel Mediterraneo orientale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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