Visita di alto livello degli USA a Taiwan

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 13:36 in Taiwan USA e Canada

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Il segretario alla Salute degli Stati Uniti, Alex Azar, visiterà Taiwan, secondo quanto riferito il 5 agosto. Si tratta della visita di più alto livello effettuata da un funzionario statunitense nel territorio rivendicato dalla Cina negli ultimi 40 anni. 

L’annuncio ha immediatamente suscitato una forte critica da parte di Pechino. Taiwan è una questione chiave nella travagliata relazione tra le due maggiori economie del mondo, che sono anche in contrasto a causa della guerra commerciale, di questioni riguardanti il 5G e la sicurezza dei dati, di rivendicazioni sul Mar Cinese Meridionale e a causa della risposta della Cina alla pandemia di coronavirus.

L’American Institute in Taiwan (AIT), che opera come ambasciata di fatto di Washington sull’isola, ha dichiarato che la “visita storica di Azar rafforzerà il partenariato USA-Taiwan e la cooperazione per combattere la pandemia globale COVID-19”. In un tweet, il Ministero degli Affari Esteri di Taiwan ha dichiarato: “Non vediamo l’ora di accogliere Azar e la sua delegazione. Questa è la visita di massimo livello da parte di un funzionario del governo degli Stati Uniti dal 1979! Taiwan e gli Stati Uniti sono come partner affini che cooperano da vicino nella lotta contro il coronavirus e promuovono la democrazia e i diritti umani in tutto il mondo”. Il Ministero ha poi riferito che Azar avrebbe incontrato la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, con il cui governo la Cina ha interrotto praticamente tutti i contatti 4 anni fa, insieme al ministro degli Esteri, Joseph Wu, e altri funzionari della Sanità.

A Pechino, un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha affermato che la visita di Azar mette a repentaglio la “pace e stabilità” nella regione. “La Cina si oppone fermamente agli scambi ufficiali tra Stati Uniti e Taiwan”, ha dichiarato Wang Wenbin durante un briefing. “Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare il principio della Cina unica, a fermare tutte le forme di scambi ufficiali con Taiwan e ad astenersi dall’inviare segnali errati alle forze che lottano per l’indipendenza di Taiwan”, ha aggiunto. Azar sarà il primo segretario alla Sanità a visitare Taiwan e il primo membro del Gabinetto a recarsi sull’isola negli ultimi 6 anni. Il precedente era l’amministratore dell’Agenzia per la protezione ambientale, Gina McCarthy. “Taiwan è stata un modello di trasparenza e cooperazione nella salute globale durante la pandemia di COVID-19 e molto prima”, ha dichiarato Azar nella dichiarazione dell’AIT. “Questo viaggio rappresenta un’opportunità per rafforzare la nostra cooperazione economica e per la salute pubblica con Taiwan, in particolare mentre gli Stati Uniti e gli altri Paesi lavorano per rafforzare e diversificare le nostre fonti di prodotti sanitari cruciali”, ha aggiunto.

L’isola viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma gode, di fatto, di un governo indipendente che si auto-definisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si definisce, invece, unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”. Così come molti altri Paesi a livello internazionale, anche gli USA non hanno relazioni formali con Taiwan, in quanto dal primo gennaio 1979 hanno riconosciuto la Cina, spostando la propria sede diplomatica da Taipei a Pechino. Nonostante ciò, Washington è il maggior sostenitore dell’isola a livello internazionale, nonché il suo principale fornitore d’armi. Il 17 gennaio scorso, il rappresentante degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, ha affermato che nel 2020 gli Stati Uniti promuoveranno ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente, a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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