USA-Libano: Trump commenta l’esplosione di Beirut

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 10:56 in Libano USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’esplosione di Beirut un “terribile attacco”. Tuttavia, il Pentagono ha smentito tale ipotesi e supporta la posizione del governo libanese. 

L’esplosione è avvenuta il 4 agosto e ha ucciso almeno 100 persone nella capitale del Libano, Beirut. Le autorità libanesi stanno ancora indagando le cause della terribile detonazione, che ha causato danni per un raggio di 15 chilometri nella città. Sembra che nel porto fosse stipata una quantità elevata di nitrato di ammonio, senza misure di sicurezza. A tale proposito, la sera del 4 agosto, il presidente degli USA ha affermato di avere informazioni riguardo al fatto che poteva trattarsi di un attacco contro il Libano. “Abbiamo un ottimo rapporto con il popolo libico e siamo pronti a dare una mano. Sembra un terribile attacco”, ha dichiarato Trump durante una conferenza stampa. “Ho incontrato alcuni dei nostri migliori generali e sembrava che anche loro avessero questa sensazione. Che questa non sia un’esplosione in un magazzino. Questo è un, sembra essere, secondo loro, ne dovrebbero sapere meglio di me, ma sembrano pensare che sia stato un attacco. Una bomba di qualche tipo”, ha aggiunto il presidente ai giornalisti presenti alla Casa Bianca. 

Tuttavia, la notte tra il 4 e il 5 agosto, tre funzionari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno riferito alla CNN che al momento non vi è alcuna indicazione sul fatto che le massicce esplosioni che hanno colpito la capitale libanese di Beirut siano state un attacco, come ha indicato il presidente Trump durante una sessione di domande e risposte con i giornalisti. I funzionari, che hanno rifiutato di essere identificati per poter parlare liberamente, hanno affermato di non sapere a cosa si riferiva il Presidente. Uno di questi ha poi sottolineato che se ci fossero indicazioni che qualcuno nella regione avesse effettuato un attacco di questa portata, la cosa avrebbe innescato aumenti automatici della protezione delle truppe e delle risorse statunitensi nella regione. Il funzionario ha dichiarato che nulla di tutto ciò sta accadendo finora. Da parte loro, anche le autorità libanesi non hanno definito l’esplosione un attacco.

Il capo di Stato, Michel Aoun, ha dichiarato lo stato di emergenza per due settimane, aggiungendo in un post su Twitter: “È inaccettabile che un carico di nitrato di ammonio, pari a circa 2750 tonnellate, sia stato depositato per sei anni in un magazzino senza precauzioni” ed ha affermato che i responsabili saranno sottoposti a “sanzioni severe”. Anche il Consiglio Supremo di Difesa ha definito Beirut una “città disastrata” ed ha appoggiato la proclamazione dello stato di emergenza, mentre ha incaricato le autorità militari di occuparsi della sicurezza della capitale libanese. Parallelamente, l’esecutivo di Beirut ha chiesto la nomina di una commissione incaricata di condurre tutte le indagini necessarie, la quale dovrà presentare i risultati entro 5 giorni.

In tale contesto, è importante sottolineare le perduranti tensioni tra il gruppo sciita libanese Hezbollah e Israele, le prime speculazioni includevano quest’ultimo tra i possibili responsabili. Tuttavia, Israele ha negato qualsiasi coinvolgimento, affermando che, a parer suo, si è trattato di un incidente. Non da ultimo, con un gesto umanitario definito “raro”, il Paese ha offerto assistenza medico-sanitaria ed umanitaria, mostrando la propria vicinanza al Libano attraverso “canali diplomatici”, stando a quanto riferito dal ministro della Difesa, nonché vice-premier, Benny Gantz, e dal ministro degli Esteri, Gabi Ashkenazi. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.