Polizia malese richiama la Cina per il caso 1MBD

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 18:19 in Cina Malesia

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L’ispettore generale della polizia malese, Abdul Hamid Bador, ha chiesto alle autorità e alla polizia cinesi, il 5 agosto,   maggiore collaborazione per la cattura di tutte le persone coinvolte nel caso di corruzione legato alla gestione della compagnia statale 1Malaysia Development Berhad (1MDB), nel quale era coinvolto anche l’ex-primo ministro della Malesia, Najib Razak, poi giudicato colpevole del furto di miliardi di dollari sottratti a 1MDB e condannato a 12 anni di reclusione, lo scorso 28 luglio. La polizia malese ha affermato che alcune tra le persone ricercate al momento da Kuala Lumpur si stiano nascondendo nelle città di Hong Kong, Macao e Shenzhen e ha affermato di non aver finora ricevuto sufficiente collaborazione da parte cinese per la loro cattura. 

Tra i principali ricercati, in Cina, ci sarebbe la “mente” che ha architettato la frode malese, ossia l’uomo d’affari Low Taek Jho. Il 29 luglio, le autorità di Kuala Lumpur avevano affermato di ritenere che Low si trovasse a nella regione amministrativa speciale di Macau ma i tentativi di estradizione erano stati fino a quel momento vani, in quanto le autorità locali non sembravano essere state “sincere” negli sforzi profusi per il suo arresto. La Cina aveva duramente respinto le insinuazioni esternate dallo stesso ispettore generale, definendole infondate e inaccettabili, ribadendo la propria cooperazione alla lotta alla criminalità. L’ambasciata di Pechino a Kuala Lumpur aveva affermato che il proprio Paese non stesse dando asilo a criminali stranieri e che tutte le indicazioni inviate da parte malese fossero state attentamente controllate.

Tuttavia, l’ispettore generale malese è tornato ad insistere che i suoi sospetti si basano su quanto emerso dall’arresto di una donna che avrebbe inviato documenti al fuggitivo Low proprio a Macau, inducendo le autorità a ritenere che si trovi nella città cinese. Abdul Hamid Bador ha affermato che Low starebbe portando avanti le proprie attività liberamente a Macau, le cui autorità e polizia sono state invitate a “comportarsi responsabilmente”.  

Law è stato accusato per il caso 1MBD sia in Malesia, sia negli USA e si ritiene che abbia architettato il furto di 4,5 miliardi di dollari dai fondi di 1MBD, finiti poi nei suoi conti bancari personali. Tuttavia l’uomo ha sempre respinto le accuse e, secondo alcuni, potrebbe trovarsi negli Emirati Arabi Uniti (UAE).

Oltre a Low, le autorità di Kuala Lumpur ritengono che l’ex-amministratore delegato di un’unità di 1MDB, Nik Faisal Ariff Kamil, si troverebbe invece ad Hong Kong, mentre un’altra ex-funzionaria, Jasmine Loo, sembrerebbe trovarsi a Shenzhen, città nella provincia della Cina continentale di Guangdong. L’ispettore malese ha anche aggiunto  che  i legami con la polizia di Hong Kong si siano affievoliti e ha dichiarato che fin quando ci sarà una scarsa cooperazione con le autorità di Hong Kong e Macao sarà impossibile determinare quando saranno arrestati i fuggitivi, rispondendo così alle pressioni del popolo malese. Tuttavia l’ispettore ha promesso che non smetterà di cercare i fuggitivi e che li porterà difronte alla giustizia.

1MDB era nata come una compagnia del Ministero delle finanze malese nel 2009, per finanziare progetti infrastrutturali del Paese, ma ha finito per rivelarsi una truffa dal valore di oltre 3 miliardi di dollari, attirando le attenzioni delle autorità già dal 2015. Nella questione è stata considerata anche partecipazione di Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, con sede legale a New York. Le autorità statunitensi e malesi, oltre a quelle della Regno Unito, dell’Australia e di Singapore, si sono unite per indagare sull’utilizzo e lo scambio illecito di denaro tra la 1MDB e varie persone fisiche e giuridiche. Le autorità degli Stati Uniti hanno stimato che circa 4,5 miliardi di dollari siano stati rubati dal fondo.

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di Redazione

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