L’Italia annuncia nuovi rimpatri verso la Tunisia

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 19:11 in Immigrazione Italia Tunisia

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Dal 10 agosto, l’Italia tornerà a rimpatriare su voli charter verso la Tunisia fino ad un massimo di 40 cittadini tunisini a tratta, dopo l’interruzione dovuta al periodo di lockdown.

Come già previsto dagli accordi presi tra Rina e il Paese Nordafricano si tratterà di voli bisettimanali con partenze il lunedì e il giovedì, che consentiranno di allontanare 80 irregolari a settimana. Secondo quanto annunciato il 5 agosto dal sito ufficiale del Ministero dell’Interno, il ripristino arriva a seguito dei primi voli charter ripresi dal 16 luglio con un massimo di 20 cittadini tunisini per singolo volo, secondo quanto richiesto dalle autorità tunisine. Nello specifico, 5 voli charter hanno permesso il rimpatrio di 95 cittadini tunisini. Il prossimo volo è previsto per il 6 agosto, sempre con massimo 20 rimpatriati.

Con la fine del lockdown, dal primo giugno al 3 agosto 2020, sono state rimpatriate 266 persone. La quota maggiore è tornata in Tunisia (116) e in Albania (103). Linstabilità politica di Tunisi e la crescente crisi economica ha portato centinaia di cittadini a lasciare il Paese, in cerca di condizioni di vita e lavorative migliori in Europa. Ciò ha causato un aumento del fenomeno dell’immigrazione irregolare che ha colpito altresì le coste italiane, spingendo la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese a dirigersi in Tunisia, il 27 luglio, per esortare il Paese a trovare una soluzione.

Il presidente tunisino, Kais Saied, da parte sua, ha sottolineato la necessità di cooperare per affrontare il fenomeno alla radice, ma, al contempo, ha accusato i partiti politici di essere dietro la crisi, la quale verrebbe impiegata come un’arma contro il capo di Stato ed il partito Ennahda. Ciò, ha evidenziato il capo di Stato, è pericoloso. “Gli squali terrestri sono molto più pericolosi degli squali marini”, ha poi affermato Saied, in riferimento agli operatori e agli intermediari coinvolti. Tuttavia, per il presidente di Tunisi, rivolgersi alla sola sicurezza non è sufficiente, ma è necessario altresì creare posti di lavoro che preservino la dignità umana, così come progetti di sviluppo.

Dopo le dimissioni del premier Elyes Fakhfakh, il presidente tunisino, il 24 luglio, ha nominato il ministro degli Interni, Hichem Mechichi, nuovo primo ministro del Paese, il quale è stato incaricato della formazione di una nuova squadra governativa che possa ottenere il voto di fiducia del Parlamento. Tuttavia, secondo quanto evidenziato dal quotidiano al-Arabiya il 3 agosto, la missione non sembra essere priva di ostacoli, vista la perdurante opposizione del partito conservatore Free Destourian Party (PDL), già al centro di una questione contro il presidente parlamentare, Rachid Ghannouchi, ed il partito Ennahda.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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