Kashmir: nuova mappa pakistana, proteste in India

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 16:15 in India Pakistan

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Il Pakistan ha pubblicato, il 4 agosto, la nuova cartina politica del Paese nella quale ha inglobato parte del territorio conteso con l’India nel Kashmir, connettendo la Linea di Controllo, il confine de facto tra India e Pakistan nel Kashmir, al confine con la Cina, così da includere nel territorio pakistano anche il ghiacciaio Siachen, che si trova al confine fra Cina, India e Pakistan ed è controllato da Nuova Delhi. Quest’ultima ha da subito respinto le modifiche pakistane, sostenendo che non abbiano basi legali. Intanto, il 5 agosto, nel Kashmir indiano, sono iniziate le proteste di alcuni militanti per l’autonomia perduta un anno prima.

Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha presentato la nuova cartina dopo aver ricevuto l’approvazione del governo e delle opposizioni e ha affermato che si è trattato del primo passo verso la risoluzione delle dispute territoriali riguardanti la regione del Kashmir con l’India, sottolineando che Islamabad crede in una risoluzione politica della questione. Il ministro degli Esteri pakistano, Mahmood Qureshi, ha sottolineato che la mappa chiarisce la posizione pakistana circa le dispute con l’india, la quale, a sua detta, sta occupando illegalmente il Kashmir. Durante l’annuncio, Khan ha anche ha denunciato l’illegalità delle decisioni prese da Nuova Delhi riguardo alla porzione del territorio del Kashmir che amministra, al quale aveva revocato l’autonomia il 5 agosto 2019. Non a caso, la data scelta per la pubblicazione della nuova carta è stata individuata ad un giorno di distanza dal primo anniversario della perdita d’autonomia della regione.

Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha rilasciato una dichiarazione in cui ha definito la nuova carta pakistana “un esercizio di assurdità politica” con il quale Islamabad sta cercando di affermare rivendicazioni insostenibili sui territori dello Stato indiano di Gujarat e sui Territori dell’Unione Jammu, Kashmir e Ladakh. Per l’India le rivendicazioni pakistane non hanno né validità legale né credibilità internazionale.

Un anno fa, citando ragioni di sicurezza, l’esecutivo del premier indiano, Narendra Modi, nonché leader del partito nazionalista-induista Bharatiya Janata Party (BJP), aveva diviso il territorio del Kashmir sotto il suo controllo in zone amministrate federalmente dall’India, revocando gli articoli 370 e 35A della Costituzione indiana che sancivano i diritti all’autonomia di cui godeva la regione, che riguardavano tutte le questioni interne, tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri. In particolare, l’articolo 370 prevedeva che il territorio avesse una propria costituzione, mentre il 35A garantiva speciali diritti e privilegi alla popolazione indigena. Lo scorso 31 ottobre 2019, Nuova Delhi aveva poi pubblicato una nuova mappa del Paese in cui i territori contesi del Jammu e del Kashmir sono stati fatti rientrare nei cosiddetti Territori dell’Unione Jammu, Kashmir e Ladakh, insieme alle aree amministrate dal Pakistan del Kashmir, di Gilgit-Baltistan e di Azad Jammu.

Nella giornata del 5 agosto, in Pakistan sono state organizzate più manifestazioni per segnare l’anniversario della perdita d’autonomia del Kashmir alla presenza delle maggiori figure politiche, tra cui lo stesso Qureshi e il presidente pakistano, Arif Alvi. Durante gli eventi di protesta, il premier Khan ha definito l’India un Paese oppressivo e aggressivo, colpevole di aver compiuto crimini contro l’umanità.

Nel Kashmir indiano, invece, dove le autorità hanno imposto un coprifuoco totale il 3 agosto, alcuni militanti hanno sfidato le restrizioni e hanno attaccato le forze dell’ordine indiane in segno di protesta, senza tuttavia, provocare vittime e feriti. Nel frattempo, il premier indiano Modi ha inaugurato un tempio induista nella città di Ayodhya, nello Stato di Uttar Pradesh, che è stata costruita sull’ormai ex-sito di una moschea che vi si ergeva, suscitando non poche polemiche.

Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata e contesa tra l’India e il Pakistan che, al momento, ne amministrano aree distinte e della quale rivendicano entrambi la sovranità. In seguito alla revoca dell’autonomia dei territori indiani del Kashmir, Pakistan e India avevano espulso i rispettivi inviati diplomatici, declassando lo status delle relazioni bilaterali. Da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato da Nuova Delhi di armare i militanti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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