COVID-19: Russia negozia produzione del vaccino in Brasile e India

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 6:10 in Brasile Russia

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La Russia sta negoziando la produzione del vaccino contro il coronavirus in Brasile e in India, ha affermato il direttore generale del Fondo Diretto di Investimento Russo (RFPI), Kiril Dmitrev.

“Vediamo un grande interesse da parte dei partner all’estero per la produzione del vaccino in altri paesi, abbiamo richieste da più di 20 paesi e più di cinque paesi stanno attualmente lavorando attivamente con noi per iniziare a produrre il vaccino russo nei loro paesi”, ha dichiarato Dmitrev in un’intervista sul canale televisivo Rossiya 24, aggiungendo che vi è un grande interesse soprattutto da parte del Brasile, dell’India.

Inoltre, Dmitrev ha osservato che il Fondo Diretto di Investimento Russo (RFPI, per il suo acronimo in russo) prevede che il primo vaccino russo contro il COVID-19 passerà la procedura di registrazione nei prossimi dieci giorni.

“Speriamo che il primo vaccino russo venga registrato nei prossimi dieci giorni. Senza dubbio, verranno seguite tutte le procedure stabilite dal Ministero della Salute. I risultati della prima e della seconda fase dei test sono molto positivi”, ha affermato.

Se la registrazione verrà effettuata entro questo periodo, la Russia sarà in grande vantaggio su tutti gli altri paesi. Si tratterebbe del primo vaccino contro il coronavirus registrato al mondo.

La RFPI prevede che entro la fine di quest’anno la Russia sarà in grado di produrre 10 milioni di vaccini al mese.

Il ministro russo della Salute, Mikhail Murashko, ha annunciato in questi giorni che la vaccinazione di massa volontaria può iniziare nel paese il prossimo ottobre. I due vaccini attualmente in fase di sviluppo nella Federazione, tuttavia, non hanno ancora superato gli ultimi test. Somministrarli alla popolazione senza i consueti trial clinici potrebbe dunque avere gravi conseguenze.

Il ministro della Salute russo, Michail Muraško, ha annunciato nella giornata di sabato che il vaccino verrà somministrato prima di tutto a insegnanti e operatori sanitari e che si stanno velocizzando le ultime fase dei test per far sì che sia disponibile per la maggior parte dei cittadini in autunno.

Lo scorso mercoledì, in un incontro a cui ha preso parte anche il presidente russo Vladimir Putin, Tatyana Golikova, responsabile della task force per la gestione della pandemia nella Federazione, ha dichiarato che i due vaccini attualmente in fase di sviluppo in Russia stanno dando risultati molto promettenti. Il primo, dell’Istituto Gamaleya di Mosca, si troverebbe attualmente in fase di sperimentazione e sarebbe pronto per la produzione a settembre, mentre il secondo si troverebbe ancora in fase di sviluppo presso il laboratorio Vektor di Novosibirsk, in Siberia, e dovrebbe essere pronto entro fine ottobre.

Secondo gli esperti, l’obiettivo della Federazione è quello di arrivare prima nella gara internazionale per ottenere un vaccino, sebbene le ricerche condotte nel Paese non vengano sempre effettuate con metodi trasparenti. A tal proposito, recentemente diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, hanno accusato Mosca di aver impiegato degli hacker per rubare dati relativi alla sperimentazione di vaccini contro il virus.


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Italo Cosentino, interprete di russo e portoghese

di Redazione

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