Cento giorni di escalation tra Siria e Israele, 102 vittime

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 12:28 in Israele Siria

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Quindici membri di milizie filo-iraniane sono stati uccisi in uno degli ultimi raid aerei condotti, presumibilmente da Israele, nella Siria orientale. In 100 giorni, sono stati 8 i governatorati siriani colpiti e quasi 100 i combattenti uccisi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Asharq al-Awsat, sulla base delle informazioni riferite dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), attacchi aerei, attribuiti a Israele, hanno colpito, il 3 agosto, le postazioni di forze iraniane e di milizie ad esse affiliate presso la base di Imam Ali e l’area desertica di al-Bokamal, nella periferia Est di Deir Ezzor. I raid hanno causato danni alle postazioni, alle basi e ai depositi di armi, mentre il bilancio delle vittime include combattenti di nazionalità irachena ma affiliati all’Iran. Lo stesso SOHR ha riportato di un ulteriore attacco perpetrato nella medesima giornata del 3 agosto nei pressi dell’area rurale di Quneitra, nel Sud della Siria, senza, però, specificare la presenza o meno di vittime tra le forze del regime siriano.

Nel caso del secondo episodio del 3 agosto, le forze israeliane, oltre a rivendicare l’attentato, hanno affermato che la responsabilità delle recenti tensioni è da attribuirsi al governo siriano e, pertanto, si sono dette determinate ad affrontare qualsiasi tentativo di violazione della sovranità israeliana. In particolare, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, quella di Israele è stata una risposta ad un tentato attacco da parte di una cellula di militanti “nemici”, che hanno provato a posizionare dispositivi esplosivi al confine con la Siria, nei pressi della barriera di sicurezza nelle Alture del Golan, nella sera del giorno precedente, il 2 agosto.

In tale quadro, anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 4 agosto, ha affermato che il proprio Paese è pronto a rispondere con forza a qualsiasi minaccia contro Israele, evidenziando come le forze israeliane fossero state in grado, il giorno precedente, di contrastare il tentato attacco da parte della cellula terroristica. “Faremo tutto il possibile per difenderci. Consiglio a tutti, compreso Hezbollah, di tenerne conto” ha affermato Netanyahu, specificando che le sue sono dichiarazioni che devono essere prese in considerazione seriamente, in quanto provengono dallo Stato israeliano stesso e dal suo esercito.

Il SOHR, nel frattempo, continua a monitorare quella che ha definito una “escalation” di attacchi israeliani in Siria. Tra il 20 aprile ed il 3 agosto sono stati documentati almeno 20 attentati, diretti perlopiù contro le postazioni delle milizie filo-iraniane situate a Quneitra, Daraa, Homs, Aleppo, Deir Ezzor, Hama e Damasco. A detta dell’Osservatorio Siriano, sono almeno 102 le vittime registrate, di nazionalità sia siriana sia non siriana, appartenenti in buona parte a gruppi legati a Teheran. Non da ultimo, sono stati riportati ingenti danni materiali presso numerose postazioni e depositi di armi e munizioni.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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