Accordo nella notte, l’Argentina evita il default

Pubblicato il 5 agosto 2020 alle 9:09 in America Latina Argentina

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Tramite una dichiarazione rilasciata in collaborazione con i tre principali gruppi di creditori, il governo argentino ha reso ufficiale l’accordo di ristrutturazione del debito ai sensi della legge straniera martedì all’alba. Il ministero dell’economia ha definito l’accordo una “riduzione significativa del debito” che evita il default del Paese australe. Sarebbe stato il nono default della storia argentina

“La Repubblica argentina e i rappresentanti del Gruppo ad hoc di obbligazionisti argentini, del Comitato dei creditori argentini e del Gruppo di obbligazionisti di borsa e altri detentori (collettivamente, noti come i “creditori che forniscono sostegno”) hanno raggiunto un accordo il giorno stesso della data di scadenza, il che consentirà ai membri dei tre gruppi di creditori di sostenere la proposta di ristrutturazione del debito argentino e di concedere alla Repubblica una significativa riduzione del debito” – afferma il testo ufficiale, pubblicato intorno alle 3 del mattino in Argentina.

Il governo di Buenos Aires chiarisce che, come è stato reso noto lunedì, “alcune delle date di pagamento previste per le nuove obbligazioni” saranno adattate nella proposta comunicata ai creditori all’inizio di luglio.

Inoltre, afferma che l’accordo “non implica un aumento dell’importo totale dei pagamenti principali o dei pagamenti di interessi che il paese accetta di effettuare” e che migliora, allo stesso tempo, “il valore della proposta per la comunità dei creditori”.

A Wall Street gli analisti che l’accordo è una “buona via d’uscita”, ma sperano di vedere un piano economico globale per garantire la sostenibilità dell’economia argentina.

L’accordo è per un totale di 64,8 miliardi di dollari e si stima che la proposta raggiungerà un valore di 54,8 dollari per obbligazione, secondo le linee guida divulgate nelle ultime ore.

Dopo le modifiche, ci sarà un anticipo sulla data di pagamento delle nuove obbligazioni. Con il nuovo accordo i pagamenti, due volte l’annp, saranno il 9 gennaio e il 9 luglio (nel documento originale erano previsti il 4 marzo e il 4 settembre).

Inoltre, il Ministero dell’Economia ha anticipato che le nuove indennità di interesse maturate e le obbligazioni di compensazione del consenso aggiuntivo inizieranno ad ammortizzare nel gennaio 2025 e matureranno nel luglio 2029.

Nel frattempo, le nuove obbligazioni 2030 in dollari ed euro inizieranno ad ammortizzarsi nel luglio 2024 e scadranno nel luglio 2030; e la prima rata avrà un importo equivalente alla metà di ciascuna rata rimanente.

Infine, le nuove obbligazioni 2038 in dollari ed euro in corrispettivo per le obbligazioni di sconto esistenti inizieranno ad ammortizzarsi nel luglio 2027 e scadranno nel gennaio 2038.

Affinché l’accordo diventi effettivo e gli obbligazionisti formalizzino la loro adesione, l’Argentina estende la data di scadenza della sua offerta da questo martedì al 24 agosto.

Nel caso in cui non vi siano altre estensioni dei termini, l’annuncio dei risultati sarà “il 28 agosto o il più presto possibile in seguito”, e la data di esecuzione, la data di entrata in vigore e la data di regolamento saranno manterranno “il 4 settembre 2020 o appena possibile dopo”, chiarisce il governo di Buenos Aires.

L’accordo è stato chiuso dopo un fine settimana di duro lavoro, in cui il governo è riuscito a incorporare tutti i principali gruppi di creditori nell’accordo.

La prima offerta del governo era stata respinta dell’85% dei creditori, mentre la quarta aveva ricevuto solo il 35% delle adesioni, ben lontano dal 66% richiesto.

Terza economia in America Latina, l’Argentina è in recessione dal 2018 e quest’anno la sua economia soffrirà ancora di più a causa della pandemia di coronavirus, con una contrazione del 9,9% del prodotto interno lordo, secondo le ultime previsioni del FMI.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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