Venezuela: l’opposizione non parteciperà alle elezioni legislative

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 6:26 in America Latina Venezuela

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L’opposizione venezuelana ha ufficializzato domenica 2 agosto, con una dichiarazione pubblica, la decisione di non partecipare alle elezioni legislative indette dal governo di Nicolás Maduro per dicembre di quest’anno, considerandole un “processo fraudolento”. Le forze di opposizione al chavismo hanno parlato a favore di “un patto nazionale per la salvezza del Venezuela”. La decisione, già sostenuta pubblicamente in ripetute occasioni da Juan Guaidó, è stata firmata da 27 organizzazioni e partiti politici, guidati da Acción Democrática, Primero Justicia, Voluntad Popular e Un Nuevo Tiempo, i maggiori partiti, che compongono il cosiddetto G-4 dell’opposizione antichavista.

Altre formazioni accompagnano anche questa iniziativa, come Causa Raducal, Encuentro Ciudadano, Izquierda democrática, Proyecto Venezuela e Cuentas Claras, che sostengono Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale riconosciuto come presidente ad interim da quasi 60 paesi. Le forze dell’opposizione radicale, organizzate sulla piattaforma Soy Venezuela, sebbene condividano questa posizione, non hanno firmato il documento.

“Dopo aver esaurito tutti gli sforzi nazionali e internazionali per raggiungere un giusto processo elettorale, abbiamo preso la decisione unanime di non partecipare alla frode del regime di Maduro” – si legge nel manifesto. La dichiarazione motiva la sua posizione tenendo conto di tutti gli impedimenti posti dal chavismo all’Assemblea nazionale, e richiede la cessazione dell’interdizione dei candidati, la piena partecipazione di tutti i partiti, una campagna equa, parità di accesso alle risorse pubbliche, un ragionevole programma elettorale e un comportamento professionale ed equidistante da parte dei membri delle Forze armate.

Le elezioni legislative sono state convocate da un Consiglio elettorale nazionale (CNE) nominato unilateralmente dalla Corte suprema di giustizia, controllata dal governo di Nicolás Maduro. L’ente elettorale ha anche smantellato le direzioni di Acción democrática, Primero Justicia e Voluntad Popular, i partiti dei principali leader dell’opposizione, quali Leopoldo López, Juan Guaidó e Antonio Ledezma, e ha consegnato il suo controllo a leader più affini al governo.

I partiti di opposizione ribadiscono la loro “vocazione elettorale e democratica” e rivendicano il loro “interesse a partecipare a elezioni pulite e dignitose”. Hanno anche invitato la comunità internazionale a “rifiutare questo nuovo tentativo di frode elettorale”.

La dichiarazione comune delle forze di opposizione è il risultato di un lungo dibattito che ha avuto luogo tra i leader dei diversi partiti riguardo alla campagna elettorale, in cui hanno voluto esaurire tutti gli estremi dell’analisi per quanto riguarda la possibilità di partecipare al voto. Alcuni importanti leader dell’opposizione, come Henrique Capriles Radonski, due volte candidato alla presidenza, hanno questionato l’assenza di risultati dalla strategia di Guaidó, proponendo un cambio di rotta e facendo scivolare la possibilità di discutere la partecipazione alla consultazione elettorale.

Finora, solo i membri della Mesa de Diálogo Nacional, una piattaforma di partiti di minoranza che hanno concordato con il Partito Socialista Unito del Venezuela di Maduro la data delle elezioni e i meccanismi per nominare un nuovo Consiglio elettorale nazionale, si sono detti disposti a partecipare alle elezioni.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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