Serbia: nuovo acquisto di sistemi missilistici dalla Cina

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 12:56 in Cina Serbia

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La Serbia ha acquistato dalla Cina una nuova generazione di missili terra-aria, a medio raggio, guidati da radar, come segno di un rafforzamento della cooperazione tra Pechino e Belgrado. L’acquisto del sistema di difesa missilistica FK-3 è stato incluso nel rapporto annuale della società statale di armamenti Jugoimport SDPR, presentato alla State Registers Agency il 2 agosto. La compagnia ha dichiarato di aver concluso 163 accordi di importazione con 31 Paesi del mondo, per un totale di 620,3 milioni di dollari, nel 2019. Gli acquisti di armi includevano droni armati provenienti dalla Cina e la prima fornitura di FK-3 in Europa. “La maggior parte degli elementi importati è collegata alla modernizzazione degli aerei MIG-29, all’approvvigionamento di sistemi di droni e al sistema di difesa aerea FK-3”, ha affermato la Jugoimport SDPR.

Pechino vede la Serbia come una delle componenti della Via della Seta, l’iniziativa che mira ad aprire nuovi collegamenti con il commercio estero per le società cinesi. Nel 2018, la Jugoimport SDPR ha stretto 162 accordi di importazione con 32 paesi, per un valore di 482,7 milioni di dollari, compresi gli acquisti di elicotteri di fabbricazione russa.

Il 4 luglio, il Ministero della Difesa di Belgrado ha annunciato, alla presenza del presidente Alexander Vučić, l’acquisto di 6 nuovi droni da ricognizione e da combattimento UAV CH-92A “Rainbow”, provenienti dalla Cina. Si è trattato del primo schieramento in Europa di questa tipologia di veicoli aerei cinesi senza pilota. Come notato da Vučić, questi sistemi consentono di colpire bersagli da una distanza massima di 9 km e allo stesso tempo conducono operazioni di ricognizione, determinando la posizione di unità e oggetti all’interno del territorio nemico.

Ad oggi, le forze armate serbe hanno ricevuto 18 missili, ma prevedono di acquisire un ulteriore lotto. Queste munizioni sono relativamente economiche, secondo informazioni non ufficiali costano circa 50 mila dollari, e sono già state usate in vari conflitti riuscendo a preservare la vita degli equipaggi quando attaccano il nemico. Le forze armate serbe sono state le prime nella regione ad acquisire i CH-92A, la cui autonomia supera i 250 km, l’altitudine massima di volo è di circa 5000 metri e la velocità raggiunge quasi i 200 km/h. Il sistema può essere utilizzato per eseguire una vasta gamma di compiti tra cui la raccolta di informazioni, la ricognizione, la sorveglianza, il rilevamento di posizioni nemiche, la correzione del fuoco di artiglieria, l’attacco di precisione su bersagli di alto valore.

La Cina ha investito miliardi di euro in Serbia, principalmente spendendoli sotto forma di prestiti agevolati, infrastrutture e progetti energetici. Belgrado, che spera di aderire all’Unione Europea, ha dichiarato la neutralità militare nel 2006 e ha aderito al programma NATO Partnership for Peace, pur non cercando la piena adesione all’Alleanza di difesa occidentale. L’esercito serbo è principalmente basato sull’ex tecnologia sovietica e, solo negli ultimi anni, Belgrado si è procurata jet e missili da combattimento MiG-29, elicotteri, carri armati e portaerei corazzati dalla Russia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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