Onu: la Corea del Nord sviluppa armi nucleari

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 11:05 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord sta portando avanti il suo programma nucleare e più Paesi ritengono che abbia sviluppato dispositivi nucleari in miniatura da inserire all’interno delle testate dei propri missili balistici. Questo è quanto emerso lunedì 3 agosto da una relazione riservata inviata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La relazione è stata realizzata da un gruppo di esperti indipendenti che controllano le sanzioni Onu e da essa è emerso che gli ultimi 6 test nucleari condotti da Pyongyang, di cui l’ultimo è stato eseguito nel settembre del 2017, sarebbero serviti proprio a sviluppare i dispositivi nucleari in miniatura indicati nel documento.

Quella del 3 agosto, è una relazione ad interim a cui ha avuto accesso Reuters che ha potuto riportarne una sezione in cui si afferma che: “La Repubblica Democratica di Corea sta continuando a portare avanti il proprio programma nucleare, producendo uranio altamente arricchito e costruendo un reattore nucleare sperimentale ad acqua leggera. Uno Stato membro ha stabilito che il Paese stia continuando a produrre armi nucleari”. Nello specifico, il Paese che non è stato menzionato dal report, ha dichiarato che la Corea del Nord starebbe cercando di sviluppare la miniaturizzazione delle armi per consentire l’incorporazione di migliorie tecnologiche quali sostegni di penetrazione o per sviluppare un sistema di testate multiple. La missione della Corea del Nord alle Nazioni Unite non ha ancora risposto ad una richiesta di commento sulla relazione.

Lo scorso 27 luglio, durante le celebrazioni per il 67 ° anniversario della cessazione delle ostilità nella guerra di Corea del 1950-1953, il capo di Stato Nord-coreano, Kim Jong Un, aveva affermato che non ci sarebbero state più guerre nella penisola in quanto le sue armi nucleari assicurano al Paese sicurezza e futuro, nonostante le inesorabili pressioni esterne e le minacce militari. Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace, in quanto, dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo.

Pyongyang è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Con le sanzioni il Consiglio di Sicurezza ha cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, il 17 aprile, un altro gruppo di esperti dell’Onu, aveva rivelato che nei mesi da gennaio a Marzo 2020 il Paese avrebbe esportato illegalmente carbone via mare, presumibilmente ad aziende cinesi.

Nel 2018, gli USA avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza dei capi di stato statunitense, Donald Trump, e Nord-coreano. Trump e Kim si erano incontrati per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, quando avevano concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare nordcoreano in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali che pesano su di esso. Successivamente, il 28 febbraio 2019 si era tenuto il loro secondo incontro a Hanoi, in Vietnam, ma in quell’occasione i colloqui tra le parti si erano interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che aveva portato alla brusca conclusione dell’evento. Dopo qualche mese di stallo, Kim e Trump si erano nuovamente visti nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree il 30 giugno 2019, quando il presidente americano è simbolicamente entrato in Corea del Nord.

Da allora, tentativi di dialogo bilaterale erano ripresi il 5 ottobre dello stesso anno ma, in seguito, si erano nuovamente interrotti e da allora sono stati incerti fino allo scorso 21 gennaio. In tale data il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ju Yong Chol, ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese ha interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste degli USA, i quali, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno insistito con il mantenimento delle sanzioni per bloccare lo sviluppo del Paese, ostacolando anche il suo sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020. Lo scorso 7 luglio, un inviato degli Stati Uniti si era recato in Corea del Sud nel tentativo di avviare nuovi colloqui con la Corea del Nord ma poche ore prima, Pyongyang aveva affermato di non aver intenzione di dialogare con i rappresentanti degli USA.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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