Libano: potente esplosione nel porto di Beirut

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 23:55 in Libano Medio Oriente

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Una potente esplosione ha devastato il porto della capitale del Libano, Beirut, il 4 agosto. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare ma alcune fonti suggeriscono che la detonazione sia avvenuta in un magazzino contenente materiali altamente esplosivi, come nitrato di ammonio. I morti almeno 100, ma la cifra è destinata a salire, secondo le autorità. 

Il boato ha scosso diverse parti della città ed è stato avvertito fino a Cipro. I primi rapporti suggeriscono che l’incidente sia avvenuto nell’area portuale di Beirut. I video della scena mostrano una zona in fiamme, coperta da una grossa colonna di fumo. Pochi secondi dopo è possibile vedere una fortissima esplosione. Numerose ambulanze sono state viste dirigersi verso la scena, per soccorrere i numerosi feriti.

“Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano”, sono state le parole del governatore della capitale libanese, Marwan Abboud, che ha espresso, tra le lacrime, tutto il suo dolore. Il premier libanese, Hassan Diab, ha dichiarato una giornata di lutto nazionale per mercoledì 5 agosto, mentre il presidente, Michel Aoun, ha annunciato di aver convocato una riunione di emergenza del Consiglio nazionale di Difesa. 

Tra i feriti c’è anche un militare italiano, le cui condizioni non risulterebbero gravi. Il soldato fa parte del contingente italiano in Libano, presente nel Paese nell’ambito della missione internazionale UNIFIL. Un mezzo delle Nazioni Unite è stato danneggiato dall’esplosione. L’onda di scoppio ha causato ingenti danni agli edifici entro un ampio raggio del luogo dell’esplosione, per almeno 15 chilometri. “Ero a chilometri di distanza; il vetro si è rotto ovunque intorno a me”, ha riferito Zeina Khodr, la corrispondente di Al Jazeera che riferisce da Beirut.

Tra le vittime c’è anche il segretario generale del partito libanese Kataeb, Nazar Najarian. Il quartier generale del partito, uno dei più antichi del Paese, si trova proprio accanto al porto.

Gli enormi danni al porto di Beirut arrivano in un momento particolarmente difficile per il Libano, a causa dei problemi economici, peggiorati ulteriormente dalla pandemia di coronavirus. Il Libano è uno dei Paesi maggiormente indebitati al mondo, il cui debito sovrano è pari a 87 miliardi di dollari, ovvero il 170% del PIL. Il governo ha intrapreso negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), a cui è stato già presentato il piano di salvataggio approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile. Tuttavia, non sono state riposte grandi speranze in tali trattative, a causa dell’incapacità, secondo alcuni, mostrata dall’esecutivo di presentare riforme convincenti e di superare i continui dissidi interni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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