Israele: gli attacchi continuano, lanciati missili anche in Siria

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 9:00 in Israele Siria

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Le forze dell’esercito israeliano hanno riferito di aver condotto un attacco aereo contro obiettivi situati in Siria, nella sera del 3 agosto.

Secondo quanto riferito dall’esercito stesso, quella di Israele è stata una risposta ad un tentato attacco da parte di una cellula di militanti “nemici”, che hanno provato a posizionare dispositivi esplosivi al confine con la Siria, nei pressi della barriera di sicurezza nelle Alture del Golan, nella sera del giorno precedente, il 2 agosto. Dal canto loro, le forze israeliane hanno colpito posti di osservazione, sistemi per la raccolta di informazioni dell’intelligence, strutture con mezzi artiglieria antiaerea e un centro di comando e controllo appartenente all’esercito siriano.

A tal proposito, anche l’agenzia di stampa affiliata al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, ha riferito che le forze di difesa aerea siriana hanno affrontato, nella sera del 3 agosto, “obiettivi ostili” nei cieli della periferia Sud-Ovest di Damasco. Non da ultimo, anche l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha dichiarato che, il 3 agosto, sono state udite violenti esplosioni presso l’area rurale di Quneitra, nel Sud della Siria, a seguito di attacchi condotti contro postazioni militari dell’area collinare di al-Ahmar, nel Sud- Ovest di Quneitra. Tuttavia, non è stato specificato se i bombardamenti hanno causato vittime tra le forze del regime siriano.

Come precisato da al-Arabiya, Israele non rivendica spesso gli attacchi condotti contro i territori siriani. Nel caso dell’episodio del 3 agosto, tuttavia, le forze israeliane, oltre a rivendicare l’attentato, hanno affermato che la responsabilità delle recenti tensioni è da attribuirsi al governo siriano e, pertanto, si sono dette determinate ad affrontare qualsiasi tentativo di violazione della sovranità israeliana. Circa l’episodio verificatosi il 2 agosto al confine di sicurezza, Israele ha riferito di non aver riportato vittime, ma che sul fronte opposto tutti i 4 membri della cellula nemica sono stati, con molta probabilità, uccisi. A tal proposito, da parte siriana non vi è stato alcun commento, né è chiaro a chi fosse legato il gruppo attentatore.

Tra gli ultimi episodi, anche il 24 luglio l’esercito israeliano ha affermato che i suoi elicotteri hanno colpito più obiettivi dell’esercito siriano, in risposta a colpi di mortaio precedentemente sferrati da Damasco contro posizioni occupate dalle forze israeliane sulle Alture del Golan. Anche in questo caso, le postazioni colpite erano situate nell’area meridionale di Quneitra. Le tensioni si sono parzialmente riaccese dopo i raid aerei, presumibilmente israeliani, lanciati nella sera del 20 luglio nel Sud di Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano, che hanno colpito postazioni della milizia sciita libanese Hezbollah e di gruppi iraniani, causando la morte di 5 persone tra i combattenti, di cui uno appartenente ad Hezbollah, e il ferimento di altri 7. Israele non ha rivendicato l’attacco, ma è stato accusato da Hezbollah per aver ucciso uno dei propri combattenti, identificato con Ali Kamel Mohsen.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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