Germania: la fregata Amburgo si unisce alla missione Irini

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 20:49 in Germania Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una fregata tedesca, con a bordo circa 250 soldati, è partita per una missione di cinque mesi nellambito delloperazione europea Irini, volta a far rispettare lembargo delle Nazioni Unite sul flusso di armi in Libia. La fregata Amburgo è salpata per il Mediterraneo dalla città portuale di Wilhelmshaven. I membri dell’equipaggio torneranno in Germania il 20 dicembre e, fino ad allora, potrebbero non scendere mai a terra a causa delle precauzioni relative alla pandemia di coronavirus.

“Siamo di fronte a una missione che metterà la nave e l’equipaggio di fronte a sfide precedentemente sconosciute sotto vari aspetti”, ha dichiarato il comandante Jan Fitschen, martedì 4 agosto. Loperazione si sta svolgendo su terreni politici e operativi molto difficili”, ha aggiunto.

I Paesi accusati di violare l’embargo sulle armi in Libia includono Turchia, Russia ed Emirati Arabi Uniti. Ankara e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli sostengono che la missione europea Irini sia troppo sbilanciata a favore del generale di Tobruk, Khalifa Haftar, dal momento che non si occupa di controllare i traffici di armamenti via terra, spesso più frequenti di quelli via mare o via aerea. In particolare, lamenta il primo ministro del GNA, Fayez al-Sarraj, non vengono monitorate le consegne dallEgitto, uno dei più fedeli alleati, insieme agli Emirati Arabi Uniti, dellEsercito Nazionale Libico (LNA) di Haftar.

Già lo scorso 20 maggio, il ministro di Stato tedesco, Niels Annen, ha ribadito al sito The National che la Germania si impegnerà a lavorare con la missione europea per favorire la soluzione politica del conflitto libico, come definito dalla Conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020. “La Germania sta già contribuendo con un aereo di pattuglia marittima e con le posizioni nel quartier generale dell’operazione”, aveva rivelato il ministro un mese e mezzo fa. “Stiamo progettando di fornire risorse navali entro agosto 2020. Questo sottolinea l’alto sostegno politico del nostro governo a Irini e al processo di pace libico”, aveva aggiunto Annen.

La missione Irini è entrata in azione il primo aprile 2020, dopo che il Consiglio europeo ha formalmente adottato la decisione per il suo lancio, lo scorso 31 marzo. L’Unione ha evidenziato che si tratta di una missione aerea e navale, attiva nel Mediterraneo orientale, volta a far rispettare l’embargo in Libia e a fermare il traffico di armi. Irini ha sostituito la vecchia operazione Sophia, il cui mandato è scaduto proprio a fine marzo. A differenza di quest’ultima, concentrata sulla lotta alla tratta di migranti, Irini si occupa quasi esclusivamente delle violazioni all’embargo sulle armi in Libia, istituito dall’ONU il 26 febbraio del 2011.

La missione, guidata dal comandante italiano Fabio Agostini, si avvale di navi e mezzi aerei e satellitari e può condurre ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare, secondo quanto stabilito anche dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i compiti secondari di Irini, sono compresi il monitoraggio e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della Marina, nonché il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti. La durata della missione è stata momentaneamente fissata a un anno, fino al 31 marzo 2021.  

Nel quadro della crisi libica, Berlino si è posta come uno dei principali promotori di una soluzione politicaLa Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato vi è il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dall’Onu. In particolare, i suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar, appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.