Egitto: crescita “senza precedenti” della spesa per investimenti

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 17:55 in Africa Egitto

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Il ministro egiziano delle Finanze, Mohamed Maait, ha rivelato che il suo Paese ha assistito, e sta tuttora assistendo, ad una crescita “senza precedenti” della spesa pubblica per investimenti, nell’anno finanziario 2020/2021. Il governo ha stanziato, nel periodo di riferimento, circa 280,7 miliardi di sterline egiziane nel settore degli investimenti, di cui 225 miliardi saranno finanziati attraverso il tesoro statale e altre fonti, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Tali investimenti hanno lo scopo di guidare la crescita economica del Paese e creare nuovi posti di lavoro per mantenere in piedi le riforme economiche anche nel mezzo della crisi determinata dalla pandemia di coronavirus.

In più, durante unintervista con lOxford Business Group, lunedì 3 agosto, il ministro Maait ha specificato che lEgitto mira a ridurre il disavanzo di bilancio fino al 4,6% entro il 2022-2023, un importante calo rispetto al 7,8% del periodo compreso tra il 2010 e il 2020. Il governo ha anche in programma di mantenere un avanzo di bilancio primario annuo del 2%, secondo quanto rivelato dal ministro. Sul fronte del debito, lEgitto sta cercando di continuare a ridurre i livelli attuali per raggiungere il 77,5-82,5% del PIL nei prossimi due anni. Nell’anno fiscale 2010-2020, il governo ha battuto il suo obiettivo dell’89% del rapporto debito/PIL, portandolo all’86,1%. Lesecutivo si sta concentrando sull’ampliamento della base imponibile e sul miglioramento dell’efficienza nella riscossione delle imposte, nonché sul cercare di incoraggiare le imprese informali a diventare legittime e ad aderire all’economia formale. È questo un aspetto fondamentale della strategia egiziana volta a raggiungere i suoi obiettivi di crescita economica e riduzione del debito, ha specificato il ministro Maait. La strategia include anche “la razionalizzazione e la ridistribuzione della spesa con particolare attenzione alla spesa produttiva” e il proseguimento delle riforme sui sussidi. Queste riforme strutturali economiche daranno al governo più spazio per sostenere le reti di sicurezza sociale e investire nel capitale umano, ha dichiarato Maait

Le ripercussioni economiche generate dalla pandemia di coronavirus stanno influenzando negativamente le finanze esterne del Cairo, la crescita del PIL e i risultati di bilancio ma, secondo Fitch Ratings, le riforme economiche dell’Egitto hanno fornito al Paese un certo grado di flessibilità per fronteggiare lo shock del suo attuale rating. Il Prodotto Interno Lordo del Cairo registrerà una crescita del 2,5% nell’esercizio fiscale 2020/2021, al di sotto dell’espansione media del 5,5% conseguita nel 2018/2019 e nel 2019/2020, ma comunque più alta della media africana. Inoltre, si prevede che nell’anno 2021/2022 la crescita ritornerà al 5,5%, per essere mantenuta a poco più del 5% nel medio termine, grazie a un graduale ritorno del turismo, a un’ulteriore espansione dei settori energetico e manifatturiero e a un progressivo miglioramento del contesto imprenditoriale.

L’Egitto ha raggiunto uno dei tassi di crescita economica più alti tra i Paesi emergenti durante l’anno 2018, pari al 5,6%, un progresso importante rispetto al precedente 2,3% registrato tra il 2011 e il 2014, mantenuto anche durante il primo trimestre del 2019. La crescita è stata trainata da un programma di stabilizzazione macroeconomica che ha generato un solido avanzo di bilancio primario, riducendo il rapporto debito-PIL e ricostituendo le riserve. In tal senso, il governo del Cairo si è impegnato ad attuare riforme che hanno generato efficaci miglioramenti soprattutto nel settore manifatturiero e turistico. Nello specifico, le attività estrattive, il turismo, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, il settore immobiliare e l’edilizia sono stati i principali motori della crescita prima della crisi legata al coronavirus. Ciò ha contribuito a ridurre il tasso di disoccupazione dal 9,9% del 2018 al 7,5% del quarto trimestre del 2019.

Ciononostante, nel Paese nordafricano permangono alcune vulnerabilità, tra cui lo scarso rendimento di esportazioni e investimenti diretti esteri, aggravato dalle ripercussioni della pandemia di coronavirus. L’emergenza sanitaria ha sottolineato l’urgenza, per Il Cairo, di risolvere le sfide strutturali in modo da salvaguardare una ripresa sostenuta e creare lo spazio fiscale necessario per investire di più nel capitale umano.

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Chiara Gentili

di Redazione

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