Coronavirus e proteste: coprifuoco totale nel Kashmir

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 12:48 in Asia India

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Il governo indiano, guidato dal primo ministro Narendra Modi, ha imposto, nella sera del 3 agosto, un coprifuoco totale in tutti i distretti dello Stato del Kashmir, con il quale è stato vietato agli abitanti di uscire dalle proprie abitazioni a meno che non abbiano dei permessi specifici, generalmente rilasciati solamente a coloro che lavorano per i servizi primari, quali polizia e sanità.

In particolare, l’ordine governativo per la principale città dello Stato, ossia Srinagar, ha previsto che le restrizioni sarebbero entrate in vigore con effetto immediato dal loro annuncio, specificando che il coprifuoco totale sarebbe stato valido per le intere giornate del 4 e 5 agosto, mentre le misure restrittive per limitare la diffusione del coronavirus si sarebbero protratte fino a domenica 8 agosto. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto, i mezzi della polizia hanno pattugliato Srinagar annunciando le nuove disposizioni sul coprifuoco con un megafono. Anche gli abitanti di altre città e villaggi del Kashmir hanno riferito di aver ricevuto l’ordine di rimanere nelle proprie abitazioni fino a giovedì 5 agosto.

 La regione himalayana del Kashmir era già stata sottoposta a misure restrittive per il contenimento della diffusione del coronavirus, a causa di un continuo aumento dei casi che ha indotto le autorità a far limitare le attività degli esercizi economici e a ridurre gli spostamenti pubblici. Ad oggi, l’India conta 1.855.745 casi registrati e 38.938 decessi legati all’epidemia, che ogni giorno sta infettando circa 50.000 persone e che ha colpito anche il ministro degli Interni indiano, Amit Shah.

Le misure sono state adottate a due giorni di distanza dall’anniversario dell’abolizione dello status di autonomia dello Stato del Kashmir, revocato dall’esecutivo del premier Modi, nonché leader del partito nazionalista-induista Bharatiya Janata Party (BJP), lo scorso 5 agosto 2019, per ragioni di sicurezza, dividendone il territorio in zone amministrate federalmente dall’India. Stando a quanto riferito da alcuni funzionari del governo indiano, i servizi di intelligence del Paese avrebbero fornito una relazione su l’imminenza di proteste legate ai fatti dell’anno precedente. Per questo, già il primo agosto scorso, le autorità avevano intensificato le restrizioni nel Kashmir e, nella mattina del 3 agosto, sono stati usati filo spinato e barricate metalliche per bloccare le principali strade di Srinagar.

Il coprifuoco adottato è molto simile a quello imposto nel 2019 prima del provvedimento governativo che ha revocato la semi-autonomia dell’area, quando furono altresì imposti un totale stallo delle comunicazioni, interrompendo le linee telefoniche e la connessione ad internet. Contemporaneamente, decine di migliaia di soldati indiani arrivarono nella valle del Kashmir, rendendola una delle aree più militarizzate al mondo. Fino al 5 agosto 2019, la regione aveva avuto autonomia su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri. A seguito della rimozione dell’autonomia, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste, con i manifestanti che lanciavano pietre contro i militari. 

La regione himalayana, a maggioranza musulmana, ha deciso di ricordare il 5 agosto come un “giorno buio”. In particolare, lo scorso 27 luglio, il leader veterano del Kashmir, Syed Ali Geelani, ha esortato i militanti della regione a osservare uno sciopero generale proprio in tale giornata. Il suo portavoce ha riferito che il 5 agosto dovrebbe essere celebrato come un “giorno di sensibilizzazione” e che la diaspora del Kashmir dovrebbe essere ricordata con proteste fuori delle ambasciate indiane”.

Il Kashmir è una regione asiatica contesa tra l’India e il Pakistan che, al momento, ne amministrano aree distinte. Da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato da Nuova Delhi di armare i militanti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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