Afghanistan: Pompeo in videoconferenza con i talebani

Pubblicato il 4 agosto 2020 alle 10:38 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha tenuto una videoconferenza con il vice leader dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar, con cui ha discusso dell’inizio dei colloqui intra-afgani e della situazione nel Paese. 

Le due parti hanno definito “importante” il rilascio dei rimanenti prigionieri talebani, aggiungendo che anche il segretario di Stato USA ha accolto con favore il cessate il fuoco dei talebani, annunciato in occasione della festa islamica dell’Eid e iniziato il 31 luglio. I prigionieri in questione sono stati inclusi in una lista di 5.000 nomi, consegnata al governo dai talebani. Finora il governo afghano ha rilasciato 4.600 di questi detenuti, ma dichiara di non poter rilasciare i restanti 400. Il 31 luglio, il presidente Ghani ha affermato di non avere l’autorità costituzionale per liberare i 400 individui, poichè questi sono accusati di crimini gravi. Di conseguenza, la presidenza convocherà un Loya Jirga, un’assemblea dei saggi, per decidere al riguardo. 

Almeno 3.200 persone parteciperanno al Jirga, secondo il portavoce presidenziale Sediq Sediqqi, che ha tenuto una conferenza stampa a Kabul il 3 agosto. Da parte sua, un portavoce talebano in Qatar, Suhail Shaheen, ha affermato che convocare il Jirga per decidere il rilascio dei prigionieri significava continuare con la guerra. Il governo afghano non ha reso pubblici ulteriori dettagli sulla Jirga e sui suoi comitati o sulla sua durata. La videoconferenza arriva il giorno dopo un attacco del gruppo, noto come l’ISIS nella provincia del Khorasan, contro la prigione di Jalalabad. L’organizzazione combatte il dominio dei talebani in Afghanistan ed è assolutamente contraria agli accordi con gli Stati Uniti. 

I talebani, invece, sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. 

Infine, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.