TikTok: bandita dagli USA o acquistata da Microsoft

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 13:34 in Cina USA e Canada

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Il 2 agosto, la Microsoft ha dichiarato di essere interessata all’acquisto dell’app cinese TikTok, dopo aver consultato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva minacciato di vietarne l’utilizzo nel Paese a causa di presunte minacce alla sicurezza nazionale. 

La possibilità di emanare un divieto ad utilizzare l’app è stato annunciato dalla Casa Bianca il 31 luglio. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dal New York Times, l’atteggiamento di Trump sulla questione è cambiato dopo che alcuni uomini del presidente e Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, hanno parlato di tale argomento, nel weekend tra il primo e il 2 agosto. “Microsoft comprende pienamente l’importanza di rispondere alle preoccupazioni del presidente”, ha dichiarato la società statunitense, il 2 agosto. “Si impegna ad acquisire TikTok, sottoporlo a una completa revisione delle norme relative alla sicurezza e a fornire benefici economici adeguati agli Stati Uniti, anche allo stesso Dipartimento del Tesoro”, si legge ancora nel comunicato. 

Microsoft ha aggiunto che si aspetta di completare le discussioni con la controparte cinese entro il 15 settembre. Tale accordo comporterebbe l’acquisto del servizio di TikTok negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda. Tuttavia, la ByteDance, la società madre di TikTok, continuerà a possedere le operazioni dell’app di social media a Pechino e negli altri mercati, compresi quelli europei e quello italiano. Per quanto riguarda gli USA, Microsoft ha dichiarato di voler includere anche una serie di investitori esterni, che potranno acquistare quote di minoranza. Nelle ultime settimane, Sequoia Capital, SoftBank e General Atlantic hanno discusso con TikTok per concordare una possibile partecipazione all’acquisizione della società. Oggi, oltre 800 milioni di persone utilizzano regolarmente l’app, con circa 100 milioni di utenti negli Stati Uniti. L’acquisizione di TikTok metterebbe Microsoft direttamente in competizione con i titani dei social media come Twitter, Pinterest, Reddit e Facebook. Quest’ultimo è utilizzato regolarmente da oltre 3 miliardi di persone. 

Il pugno di ferro contro TikTok è l’ultima di una serie di azioni che l’amministrazione Trump ha intrapreso contro la Cina, che il presidente ritiene responsabile della diffusione della pandemia di coronavirus, che oggi ha colpito gravemente gli Stati Uniti. Nel secondo trimestre del 2020, il PIL degli USA è sceso del 9.5% a causa delle misure per evitare i contagi. Invece, quello cinese è salito del 3,2%, poichè il Paese è riuscito a contenere la diffusione interna del virus. In tale situazione, con l’avvicinarsi delle elezioni USA del 2020, Trump ha sempre più sfidato la Cina su questioni relative alla sicurezza nazionale, le libertà civili e le relazioni commerciali, nel tentativo di convincere gli elettori che sarà più duro nell’affrontare Pechino dell’ex vicepresidente Joseph R. Biden Jr, il suo sfidante democratico. Tuttavia, imporre effettivamente un divieto su TikTok comporterebbe l’eliminazione dell’app dagli Apple e Google Stores e rischierebbe di irritare milioni di giovani cittadini statunitensi che utilizzano in maniera costante il servizio. Molto probabilmente rischierebbe di scatenare l’ira di alcuni rappresentanti repubblicani e della comunità imprenditoriale. Queste tensioni si sono manifestate apertamente durante il fine settimana mentre Washington attendeva una decisione dal presidente. 

Diverse persone, tra cui il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, hanno contattato il senatore Lindsey Graham, repubblicano della Carolina del Sud e consigliere del signor Trump, per chiedergli di intervenire sulla questione di TikTok. Dopo aver parlato un paio di volte con i funzionari di Microsoft, Graham ha scritto un post su Twitter in cui sostiene che Trump aveva “ragione nel volersi assicurare che il Partito Comunista Cinese non possieda TikTok e, soprattutto, tutti i nostri dati privati”. “Qual è la risposta giusta? Chiediamo a una società statunitense come Microsoft di rilevare TikTok. Win-win. Mantiene viva la concorrenza e toglie i dati dalle mani del Partito Comunista Cinese”, ha aggiunto. Il tweet ha attirato l’attenzione di Trump, provocando una chiamata tra i due, in cui Graham ha riferito al presidente di essere d’accordo sul fatto che la piattaforma rappresentava un rischio per la sicurezza nazionale, ma ha sottolineato i rischi politici di vietarne l’utilizzo. Alcuni dei più stretti consiglieri politici di Trump, tra cui Mnuchin e Larry Kudlow, capo del Consiglio Economico Nazionale, hanno ugualmente sollecitato il presidente a consentire la vendita di TikTok.

Se alla fine si raggiungesse un accordo, questo sarebbe subordinato a rigorose misure per la sicurezza. Microsoft ha affermato che assicurerà che tutti i dati privati degli utenti statunitensi vengano trasferiti e conservati su server all’interno degli Stati Uniti. “Se tali dati sono attualmente archiviati o sottoposti a backup al di fuori degli Stati Uniti, Microsoft assicurerà che questi vengano eliminati dai server al di fuori del Paese dopo il trasferimento”, ha dichiarato la società. Un accordo dipende anche dall’adeguatezza dei benefici economici per gli Stati Uniti. Uno di questi potrebbe includere la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti a seguito dell’accordo. Tuttavia, è improbabile che questa mossa soddisfi tutti i consiglieri di Trump. Alcuni, incluso Peter Navarro, si sono opposti all’acquisizione di TikTok e hanno sottolineato la necessità di  far passare misure più ampie che potrebbero ridurre l’influenza delle app cinesi, in generale. Parlando a Fox News Navarro, ha affermato che Microsoft era “il software utilizzato dall’Esercito di Liberazione Popolare e dal governo cinese” e che Microsoft ha aiutato la Cina a costruire il suo grande firewall. “Quello che questo presidente e la Casa Bianca sta per fare è esaminare qualsiasi tipo di software che invii le informazioni degli americani a server cinesi”, ha affermato Navarro. “Stanno per essere esaminati”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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