Pechino: un sistema satellitare made in China

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 16:26 in Asia Cina

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Il direttore del China Satellite Navigation Office, Ran Chengqi, ha presentato l’ultima versione del sistema di posizionamento satellitare cinese Beidou, il BeiDou-3, completata sei mesi prima del previsto, durante un’apposita conferenza stampa organizzata dall’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato Cinese, il 3 agosto.

Ran ha sottolineato il raggiungimento dell’autosufficienza in questo campo da parte della Cina, nonché il raggiungimento di un massimo livello di qualità nella realizzazione del sistema satellitare che ha portato e porterà al Paese numerosi benefici e che sarà ulteriormente sviluppato entro il 2035. Ad oggi, oltre 500 componenti chiave del sistema BeiDou-3 sono realizzate al 100% in Cina e Pechino continuerà ad incoraggiare tale tendenza con politiche fiscali ad hoc, erogazione di prestiti e proteggendo i diritti di proprietà intellettuale. Stando a Ran, negli ultimi dieci anni, il valore dell’industria dei servizi di navigazione e localizzazione via satellite ha avuto una crescita annua di oltre il 20%, totalizzando circa 49,47 miliardi di dollari nel 2019. Le stime per il 2020 prevedono che tale cifra raggiunga i 57 miliardi di dollari.

Lo scorso 31 luglio, durante una cerimonia nella grande sala del popolo a Pechino, il presidente cinese, Xi Jinping, ha dato il via alla piena operatività del sistema satellitare di navigazione BeiDou-3 (BDS), dopo che l’ultimo satellite della costellazione necessario alla piena operatività di BeiDou-3 era stato lanciato in orbita lo scorso 23 giugno. La cerimonia è avvenuta alla presenza delle massime cariche istituzionali e militari del Paese. Il vice presidente della Commissione Militare centrale, Zhang Youxia, ha definito l’evento un’importante pietra miliare lungo la strada per rendere il Paese una potenza spaziale.

BeiDou-3 rappresenta l’ultima frontiera del sistema di posizionamento satellitare cinese, dopo BeiDou-1 e BeiDou-2. Il progetto era stato avviato nel 1994 per fornire una copertura regionale e, nel 2000, erano stati lanciati i 3 satelliti di BeiDou-1 fornendo anche servizi di navigazione. Successivamente, nel 2012, è stato sostituito con l’avvio di Bei Dou-2, anche noto come COMPASS, in grado di coprire l’area dell’Asia-Pacifico. Nel 2015 è poi avvenuto il lancio del primo satellite di BeiDou-3 che, nel 2018, è arrivato a coprire l’interno globo e il cui ultimo satellite è stato lanciato appunto lo scorso 23 giugno, consentendogli di raggiungere un maggiore livello di precisione di posizionamento, arrivando fino a 10 cm. Dal punto di vista della precisione, ciò ha rappresentato un enorme passo in avanti, basti pensare che BeiDou-1 aveva un’accuratezza di 500 cm, e che il sistema statunitense Global Positioning System (GPS) ha un’a precisione di 30 cm.

Il servizio satellitare ad alta precisione sarà a disposizione delle sole forze armate cinesi, le quali in passato utilizzavano il sistema GPS. Il suo utilizzo è particolarmente rilevante per l’Esercito Popolare di Liberazione, soprattutto alla luce delle recenti tensioni con gli USA. Tuttavia, il sistema ha anche un utilizzo civile, seppur ad una precisione inferiore, il governo di Pechino ha voluto che BeiDou-3 fosse adattabile a più strumenti, quali smart phone, terminal di mezzi di trasporto,  imbarcazioni e nelle infrastrutture essenziali, come reti elettriche, mezzi di comunicazione e persino nella Diga delle Tre gole, la più grande al mondo.

Beidou andrà a concorrere e cooperare con lo statunitense GPS, con il sistema GLONASS della Russia e con quello dell’Unione Europea (UE) Galileo, a differenza dei quali prevede anche un servizio di messaggistica e tracciabilità in casi di emergenza. Tuttavia, se da un lato si tratta di sistemi concorrenti, dall’altro allo sviluppo di Beidou hanno partecipato anche i sistemi internazionali citati. Dal 2014, ad esempio, GPS e Beidou hanno cooperato per l’interoperabilità dei due sistemi, mentre l’agenda 2020 per la cooperazione UE-Cina contemplava lo scambio di informazioni tra i rispettivi sistemi di posizionamento.

Beidou è stato finora adottato da alcuni di quei Paesi che  hanno paderito all’iniziativa delle Nuove Vie della Seta (OBOR), un grande progetto infrastrutturale e di investimenti lanciato dal presidente Xi nel 2013. In totale, sono stati 120 i Paesi in cui sono stati esportati i servizi legati a Beidou, quali smart port e land mapping, e comprendono le Nazioni dell’Associazione dei Paesi del Sud-Est Asia (ASEAN), altre del Sud Asia, dell’Europa orientale, dell’Asia occidentale e dell’Africa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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