Italia e Germania, due pesi piuma della politica internazionale

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 11:40 in Il commento Libia

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L’Italia è spesso accusata di non avere un ruolo internazionale adeguato al suo peso economico. Nonostante il crollo del Pil, causato dal coronavirus, l’Italia resta uno dei Paesi più ricchi del mondo e, di conseguenza, uno dei più importanti d’Europa. Nei momenti di scoramento, comprensibili in questa fase tormentata, gli italiani potrebbero forse risollevarsi considerando che esistono 195 Stati e che l’Italia, membro del G7, occupa i primi 7 posti della classifica generale. Questo significa che l’Italia ha tantissimi Stati alle sue spalle. Le considerazioni statistiche per ridimensionare questo dato entusiasmante potrebbero essere numerose, ma la verità sostanziale dei fatti è che, dietro l’Italia, c’è quasi tutto il mondo. Questa dose di ottimismo, di cui gli italiani hanno un gran bisogno, soprattutto mentre il coronavirus rialza la testa in vista dell’autunno, può essere addirittura accresciuta se confrontiamo l’Italia con la Germania.

L’Italia conta poco per essere uno degli Stati più ricchi del mondo. E la Germania? Si potrebbe addirittura affermare che, in proporzione, Berlino conti meno di Roma. Il peso internazionale della Germania è davvero basso rispetto alla sua potenza economica. La Germania è dominante nell’Unione Europea, grazie alla sua alleanza con la Francia. Tuttavia, al di fuori dell’Europa occidentale, diventa un peso piuma, tant’è vero che, in Europa orientale, Putin ha invaso la Crimea sotto lo sguardo impietrito della Merkel. Per motivi di sintesi, citeremo un solo caso concreto, la Libia, su cui il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha appena avuto un colloquio telefonico con il suo omologo tedesco, Heiko Maas. Se analizziamo il ruolo della Germania in Libia possiamo parlare di un disastro. Non c’è niente che la Germania sia riuscita a fare per quel Paese martoriato. Non per mancanza di buona volontà, ma perché la Germania è un Paese pressoché irrilevante al di fuori dell’Unione Europea. La domanda è: perché? Se la Germania è così ricca, perché conta così poco rispetto ai suoi immensi capitali? La risposta è semplice: perché, quasi sempre, la politica è più importante dell’economia. Il mondo politico, sorto dopo la seconda guerra mondiale, “regge”, nonostante le trasformazioni economiche a cui è andato incontro. La struttura delle relazioni internazionali, nata dopo la “grande ecatombe”, persiste. Fu deciso che la Germania e l’Italia avessero un peso internazionale assai ridotto e così è stato. Ne consegue che, per modificare questa condizione di subalternità, non basta arricchirsi. Occorre cambiare le regole della politica, che si cristallizzano nel diritto, il quale ha il potere di tenere in vita realtà superate. All’Italia e alla Germania converrebbe allearsi strategicamente, e non occasionalmente, perché versano in una condizione politica simile, se non identica. Entrambe fanno parte del G7 ed entrambe contano molto meno della Turchia. Basti considerare che la Germania, dopo avere ospitato a Berlino l’ultima conferenza sulla Libia, non ha conseguito nessuno dei suoi propositi. Ecco un’altra analogia tra l’Italia e la Germania: il peso della conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020 è stato pari al peso della conferenza di Palermo del 13 novembre 2018: nullo. Un’alleanza strategica tra l’Italia e la Germania dovrebbe essere sperimentata proprio in queste ore a partire dalla Libia, dove Trump ha bloccato la nomina di un nuovo inviato speciale dell’Onu. Quell’inviato potrebbe essere un italiano o un tedesco. Trump chiede che i rappresentanti dell’Onu in Libia siano due. Se così fosse, il primo potrebbe essere italiano e il secondo tedesco. La Libia è diventata questione di alleanze e l’Italia ha urgente bisogno di alleati. Ovviamente, un’operazione del genere dovrebbe essere culturale, oltre che politica, e richiederebbe innanzitutto di ritrarre Angela Merkel in una luce diversa: non una donna ostile all’Italia, ma una sua amica, come ha dimostrato di essere in occasione dello stanziamento dei fondi europei per fronteggiare il virus. Agli italiani conviene parlar bene della Merkel perché è interesse nazionale dell’Italia avvicinarsi alla Germania. La Turchia e l’Egitto si preparano a una guerra in Libia che nessuno dei due vuole. I tempi sono maturi per una mediazione politica.

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Alessandro Orsini

Articolo apparso sul “Messaggero”, riprodotto per gentile concessione del direttore.

di Redazione

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