Gaza: raid di Israele contro obiettivi di Hamas

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 14:33 in Israele Palestina

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L’esercito israeliano ha riferito di aver colpito “strutture terroristiche sotterranee” di Hamas situate presso la striscia di Gaza, in risposta ad un missile lanciato contro Israele in precedenza.

Nello specifico, l’annuncio di Israele è giunto nelle prime ore di lunedì 3 agosto, quando è stato riferito che caccia e aerei da combattimento israeliani hanno condotto l’attacco, e che è il Movimento Islamico di Resistenza, Hamas, a dover essere ritenuto il responsabile di qualsiasi attività condotta presso la Striscia di Gaza. Secondo quanto specificato, quella di Israele è stata una risposta ad un missile lanciato contro i territori israeliani meridionali nella sera del giorno precedente, il 2 agosto, da parte di “terroristi”, il quale è stato intercettato dal sistema di difesa “Cupola di ferro”. Tuttavia, in nessuno dei due episodi sono state registrate vittime né gravi danni materiali.

Da parte sua, Hamas ha affermato che l’episodio del 3 agosto rappresenta un chiaro segnale di una escalation militare, ma che non consentirà ai propri rivali di trasformare Gaza in un “teatro” per le crisi vissute da Israele. Tuttavia, il Movimento Islamico si è detto determinato a proseguire con la propria lotta e con la propria resistenza. Secondo un portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, gli attacchi contro Gaza mirano a distogliere l’attenzione dagli sviluppi e dalle condizioni politiche, in costante deterioramento, all’interno di Israele, riferendosi altresì ai moti di protesta degli ultimi giorni contro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Tuttavia, ha precisato il portavoce, Hamas è consapevole di ciò e sta mettendo in atto dei meccanismi volti ad affrontare la situazione.

Uno degli ultimi episodi simili risale al 5 luglio, quando l’esercito israeliano ha riferito che 3 missili erano stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele, mentre fonti palestinesi hanno dichiarato che aerei israeliani avevano condotto raid contro postazioni palestinesi nell’Est di Gaza. Già il 26 giugno, il Movimento Islamico di Resistenza aveva lanciato due missili verso l’area di Sderot, nel Distretto Meridionale di Israele, a un km dalla Striscia di Gaza. L’attacco non aveva provocato né vittime né danni nella zona colpita ed era giunto in seguito all’avvertimento del giorno precedente rivolto da Hamas contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Quest’ultimo è il promotore di un progetto che ha ulteriormente alimentato il clima di tensione tra israeliani e palestinesi, non solo sulla Striscia di Gaza. Il riferimento va al piano che prevede l’annessione di alcuni territori palestinesi, tra cui la Valle del Giordano e il Mar Morto settentrionale, a Israele, per un’area pari a circa il 30% della Cisgiordania. Per Hamas, un tale progetto, sebbene non ancora attuato, rappresenta “una dichiarazione di guerra”. Per tale ragione, il Movimento ha invitato i Paesi arabi e la comunità internazionale ad adottare misure serie e concrete, per impedire a Israele di continuare con il progetto ideato.

Hamas ha assunto il controllo di Gaza nel 2007, dopo aver sconfitto le forze fedeli al presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in seguito alla vittoria elettorale del 2006. Israele, da parte sua, controlla i confini di Gaza, accanto all’Egitto, ma spesso chiude le frontiere in risposta alle violenze che si verificano al confine. Uno degli scontri maggiori tra le due parti si è verificato nel 2014 e si è concluso nel mese di agosto di quell’anno con un accordo di cessate il fuoco mediato dal Cairo. Tuttavia, da allora, le tensioni non si sono mai del tutto placate.

Sia l’Autorità Palestinese sia il Movimento Islamico di Resistenza si oppongono all’annessione israeliana di parte della Cisgiordania, così come contemplato anche nel cosiddetto “accordo del secolo” presentato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio 2020. Tale progetto, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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