Francia: no al Recovery Fund senza il rispetto dello stato di diritto

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 14:28 in Europa Francia

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Il ministro per gli Affari europei della Francia, Clément Beaune, ha dichiarato che i governi dellUE che minano i diritti fondamentali, quali l’uguaglianza e la libertà di stampa, dovrebbero essere soggetti a sanzioni finanziarie ai sensi del Recovery Fund, il fondo europeo da 750 miliardi di euro che supporterà la ripresa post-coronavirus. Beaune, in un’intervista al Financial Times, domenica 2 agosto, ha affermato che il suo governo spingerà per garantire un solido meccanismo, a favore dello stato di diritto, che renderà l’accesso agli aiuti dellUE condizionato al rispetto dei valori europei fondamentali. La richiesta emerge in seguito ai recenti sviluppi riportati in Polonia e in Ungheria negli ultimi mesi. Non possiamo dire ai cittadini francesi, polacchi, ungheresi ed europei che possiamo avere solidarietà finanziaria in Europa senza preoccuparci del rispetto delle regole di base della democrazia, della libertà dei media e della parità di diritti”, ha dichiarato Beaune al Financial Times.

Durante il vertice di quattro giorni, tenutosi a Bruxelles dal 18 al 21 luglio, per discutere del pacchetto di stimoli dell’UE finalizzato a finanziare la ripresa post-coronavirus, i leader europei hanno lasciato aperta la questione del meccanismo per lo stato di diritto. Questo soprattutto per via della resistenza di Varsavia e Budapest, che hanno dichiarato di sentirsi ingiustamente prese di mira dallintroduzione di tali misure. Gli Stati membri, insieme alla Commissione e al Parlamento europeo, devono ora concordare su come funzionerà la condizionalità dei fondi. Lobiettivo è quello di sigillare il pacchetto completo entro la fine dell’anno.

Nel chiedere che vengano fatti dipendere i fondi dal rispetto dei principi fondamentali, la Francia si è avvicinata ai Paesi nordici e allOlanda. Beaune ha affermato che le sanzioni finanziarie sono “qualcosa che dobbiamo sviluppare perché le misure legali ed economiche sono gli strumenti più potenti” contro le violazioni dello stato di diritto. “Se ci sono dubbi su quanto sia forte l’UE sui suoi valori di base, allora ci saranno dubbi nella mente di ogni cittadino sulla credibilità del progetto”, ha affermato il ministro, che è stato precedentemente consigliere per l’Europa di Emmanuel Macron. “L’Unione Europea non è solo un mercato ma un progetto culturale e politico”, ha aggiunto.

Lo scontro dell’UE con gli Stati membri dellEst Europa si è intensificato dopo che il governo polacco ha promesso di abbandonare la cosiddetta Convenzione di Istanbul, un trattato internazionale contro la violenza sulle donnee gli abusi domestici. “Non è Ovest contro Est e non si tratta di insegnare ad alcuni Paesi una lezione. Se si dispone di un meccanismo per lo stato di diritto, questo non dovrebbe essere diretto ex ante a un singolo Paese, ma dovrebbe essere applicato nel caso in cui qualsiasi governo violi i diritti fondamentali, ha precisato Beaune. Il ministro ha accolto con favore la decisione dei leader europei di finanziare una risposta di emergenza congiunta alla pandemia di coronavirus e ha sottolineato che la mossa della Commissione di emettere un debito comune da 750 miliardi di euro ha infranto un grande “tabù” dimostrando che lEuropa è capace di grado di unire e di sfruttare la sua potenza di fuoco.

La Francia assumerà la presidenza di turno dell’UE per sei mesi, all’inizio del 2022, in coincidenza con la probabile campagna di rielezione di Macron. Beaune ha affermato che il suo governo darà la priorità a una cosiddetta “Conferenza sul futuro dell’Europa” in cui i cittadini saranno incoraggiati a definire le loro priorità in materia di salute, immigrazione e futuro dell’UE. Macron sta poi spingendo per la creazione di una serie di nuovi oneri a livello di Unione, come un’imposta digitale europea e una tassa sulle importazioni di carbonio, per finanziare i costi del prestito da 750 miliardi di euro. Beaune ha affermato che il dibattito su questi flussi di entrate “sarà la prossima battaglia cruciale” che riguarderà i futuri negoziati sul Recovery Fund. “Non vogliamo aumentare la pressione finanziaria sui cittadini europei e sulle società europee, quindi dovremo trovare nuovi modi per generare denaro”, ha specificato il ministro francese. Tuttavia, in merito al meccanismo di imposta digitale europea e a quello delle tasse sul carbonio è probabile che la resistenza politica nelle capitali del Nord, fortemente protettive nei confronti dei loro poteri fiscali nazionali, sia piuttosto forte. “Continueremo a esercitare pressioni sulla Commissione perché riteniamo che sia necessario da un punto di vista economico e politico. Si tratta di come finanziamo i nostri affari politici per renderli equi, più efficienti e più potenti “, ha concluso Beaune.

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Chiara Gentili

di Redazione

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