Egitto: in arrivo i caccia russi Su-35, Washington in allerta

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 20:07 in Egitto Russia USA e Canada

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Il primo lotto di jet da combattimento russi Sukhoi Su-35 è in viaggio verso lEgitto, come stabilito da un accordo militare tra Mosca e Il Cairo che gli Stati Uniti non vedono di buon occhio. A confermare la notizia, le foto di cinque caccia russi in volo proprio verso il Paese nordafricano. Né la parte russa né quella egiziana, tuttavia, hanno fornito commenti ufficiali sullacquisizione. Secondo il quotidiano Al-Monitor, questi aerei da combattimento pesanti e a lungo raggio darebbero all’esercito egiziano una superiorità nel cielo regionale, che spaventa fortemente gli Stati Uniti e li porta ad opporsi allaccordo militare”.

Come riferito dal sito web russo Top War, incentrato sugli affari della difesa, già il 23 luglio il primo gruppo di caccia Su-35 era decollato dall’impianto di aviazione di Komsomol’sk-na-Amure e si era diretto verso le regioni europee della Russia, da dove ripartire per lEgitto. Il rapporto affermava che “le foto dei primi cinque jet da combattimento Su-35, costruiti per l’Aeronautica egiziana, erano apparse sul web, mentre i velivoli facevano scalo all’aeroporto di Tolmachevo, a Novosibirsk, durante un volo diretto verso la parte europea della Russia.

Il 18 marzo 2019, l’Aeronautica egiziana ha siglato un accordo da 2 miliardi di dollari per acquistare 24 aerei da combattimento Su-35, di fabbricazione russa, comprese le attrezzature correlate. I servizi egiziani di informazione statale (SIS) hanno rivelato che, in base al patto, i caccia aerei di Mosca sarebbero stati consegnati nel periodo 2020-2021. I jet vanno aggiunti all’elenco delle armi di fabbricazione russa detenute dall’Aeronautica egiziana, tra cui Mikoyan MiG-29M, Ka-52 Alligator e S-300VM “Antey-2500”.

Il generale Hamdi Bakhit, membro del Comitato parlamentare per la difesa e la sicurezza nazionale, ha dichiarato ad Al-Monitor che i caccia Sukhoi daranno un grande apporto all’Aeronautica egiziana alla luce delle attuali minacce nella regione. I rapporti dei media russi sulla consegna dei jet allEgitto coincidono con lescalation delle tensioni in Libia, dove il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha annunciato, il 20 luglio, di essere pronto a dispiegare il suo contingente militare nel caso di uno scontro diretto sulla città di Sirte.

Bakhit ha specificato che i Su-35 sono jet da combattimento altamente manovrabili e multi-ruolo che possono attaccare bersagli terrestri e aerei remoti, in particolare obiettivi di cemento pesante come fortificazioni e piste. I caccia russi sono in grado di raggiungere una velocità di 2.800 chilometri all’ora a un’altitudine di 11 chilometri, con un raggio di 4.500 chilometri. L’aggiunta di serbatoi di carburante esterni, ha osservato il generale egiziano, consentirà alle truppe di percorrere distanze ancora maggiori senza dover fare rifornimento.

Secondo il rapporto di Top War del 23 luglio, “dopo aver ricevuto i primi caccia, l’Egitto diventerà il secondo acquirente straniero di Su-35 dopo la Cina, che ha ricevuto 24 aerei nel 2016-2018”. Il generale Nasr Salem, ex capo del dipartimento di ricognizione dell’esercito egiziano e professore di studi strategici presso la Nasser Higher Military Academy, ha riferito telefonicamente al quotidiano Al-Monitor che l’acquisizione egiziana dei caccia Su-35, insieme ai MiG-29Ms, Rafale fighters e F-16 Fighting Falcons, assicurerà al Cairo il controllo aereo nella regione in modo da proteggere gli interessi nazionali.

Washington si è opposto fermamente all’accordo russo. Il Wall Street Journal ha riferito, il 14 novembre 2019, che il Segretario di Stato, Mike Pompeo, e il Segretario alla Difesa, Mark Esper, avevano minacciato di punire con possibili sanzioni l’acquisto del Cairo di aerei da guerra russi. I due avevano poi avvertito che laccordo militare tra la Russia e lEgitto avrebbe influito sicuramente sugli accordi di difesa tra Il Cairo e Washington.

Salem, in merito alla questione, ha osservato che gli Stati Uniti non possono fare pressioni sull’Egitto affinché annulli l’accordo perché il Paese può contare su varie fonti di armamento e questo gli permette di avere il totale controllo sulle sue decisioni. “Perché allora gli Stati Uniti non forniscono all’Egitto i jet da combattimento F-35 che hanno fornito a Israele, se si oppongono all’affare russo sui jet Su-35?” ha chiesto il generale Salem, specificando che i militari egiziani cercano di acquisire un equipaggiamento che abbia la stessa portata di quello israeliano. Bakhit, dal canto suo, ha dichiarato: “La sicurezza nazionale egiziana è al di sopra di ogni altra cosa. Se ciò richiede che l’Egitto acquisisca i jet Su-35, allora è libero di farlo. Gli Stati Uniti hanno dato a Israele i pezzi più recenti del loro arsenale, che sono i caccia F-35. Pertanto, ciò dimostra che Washington usa doppi standard con l’Egitto mentre arma Tel Aviv e minaccia sanzioni contro Il Cairo”, ha sottolineato il generale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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