Duterte chiude Manila e accusa i medici

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 18:08 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha accusato il personale medico e sanitario di fomentare la rivoluzione nel Paese e ha invitato i suoi detrattori a farsi avanti, durante una riunione di governo del 2 agosto in cui ha anche annunciato nuove misure restrittive per contenere l’epidemia di coronavirus che entreranno in vigore dalla mezzanotte del 4 agosto prossimo.  

Da metà luglio, il Paese ha assistito ad un notevole incremento dei contagi che potrebbe mettere ulteriormente in difficoltà il sistema sanitario, già sotto pressione. Solamente nella giornata del 2 agosto, sono state registrate 5.032 nuove infezioni. Al momento, le Filippine contano 106.330 positivi e 2.104 vittime, su una popolazione di circa 106 milioni di persone.

La dura accusa di Duterte ai medici è arrivata in risposta sia ad un movimento di protesta online, sia ad una lettera indirizzata al suo governo dal personale sanitario del Paese. Nel primo caso, una serie di personaggi famosi hanno condiviso un video in cui cantano la canzone del musical Les Miserables che recita “Senti il popolo che canta la canzone degli uomini arrabbiati […] che non saranno mai più schiavi?”, il quale ha ottenuto oltre 1,3 milioni di visualizzazioni su Facebook ma che non era stato organizzato dal personale sanitario. Nel secondo caso, invece, 70 tra dottori e membri dello staff sanitario hanno scritto una lettera aperta al governo domandando misure di contenimento e controllo più austere ed efficaci per almeno due settimane e richiedendo anche le dimissioni del segretario alla Salute, Francisco Duque, e dei generali che hanno guidato la task-force del governo per il coronavirus.

Le nuove misure imposte dall’esecutivo di Duterte hanno previsto la chiusura di gran parte delle attività commerciali nell’area metropolitana di Manila, la sospensione del servizio ferroviario, la necessità di permessi per muoversi nell’area, la sospensione dei voli interni, l’ordine di restare a casa per le persone di età superiore ai 60 anni e inferiore ai 21 e l’imposizione di un coprifuoco, in alcune zone dalle 20:00, in altre dalle 22:00, fino alle 05:00 del mattino. Le nuove misure hanno causato il panico nella popolazione che, secondo quanto riferito dal suo sindaco, Vico Sotto, a Pasig City si è affollata nei negozi di alimentari e agli ATM per procurarsi cibo e soldi.

Le Filippine sono state uno dei Paesi che ha adottato le misure di contenimento più rigide con un lockdown che si è protratto dal 16 marzo al primo giugno scorso, senza tuttavia riuscire ad impedire che il sistema sanitario andasse in difficoltà. Molti ospedali stanno raggiungendo il limite della propria capacità e molti operatori hanno lamentato la mancanza di dispositivi di protezione individuale, di aumenti salariali e di trasporti per raggiungere il luogo di lavoro.

L’isolamento era stato interrotto per cercare di far riprendere l’economia che, secondo i dati rilasciati dall’Autorità nazionale per l’Economia e lo Sviluppo, aveva subito perdite per 224 milioni di dollari, il 5,6% del PIL e 7 milioni di posti di lavoro. Prima del coronavirus, circa un filippino su 5 viveva al di sotto della soglia di povertà e la stima potrebbe essersi aggravata.

Durante la quarantena, durata 80 giorni circa, in molti hanno protestato per la mancanza di lavoro e la carenza di cibo, incontrando una dura opposizione e repressione da parte delle autorità con arresti di massa e una dichiarazione del presidente, del primo aprile, che autorizzava le forze dell’ordine a sparare a chiunque avesse violato le norme di contenimento in vigore.

Il 18 luglio, inoltre, è entrata in vigore una nuova legge antiterrorismo, ampiamente criticata dalle associazioni per la tutela dei diritti umani, che si teme possa essere utilizzata per reprimere i dissensi, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’emergenza coronavirus. Da un lato, i sostenitori della legge ritengono che essa possa proteggere le Filippine da atti terroristici, dall’altro i suoi detrattori ritengono che il governo abbia utilizzato l’occasione del lockdown per forzarne l’introduzione incontrando così una resistenza minima.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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