Coronavirus e migranti: allarme per le strutture piene a Lampedusa

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 18:46 in Immigrazione Italia

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Secondo i funzionari locali, l’isola di Lampedusa ha esaurito lo spazio per mettere in quarantena i migranti, come richiesto dalle misure anti-coronavirus. Roma fa pressioni sulla Tunisia per fermare le partenze. 

Circa 250 migranti dalla Tunisia hanno raggiunto l’isola italiana di Lampedusa in diverse piccole imbarcazioni, nel weekend del primo e del 2 agosto. Tale situazione ha creato un problema di spazio per mettere in quarantena i nuovi arrivati, a causa della pandemia di COVID-19. Il governo italiano ha quindi deciso di inviare un traghetto da utilizzare come struttura per l’isolamento. A tale proposito, la stampa locale ha citato il sindaco di Lampedusa, Toto Martello, che ha dichiarato che l’isola non poteva aspettare fino all’arrivo del traghetto promesso da Roma e che una soluzione tempestiva per quei migranti doveva arrivare il prima possibile. 

Per prevenire queste situazioni, l’Italia sta facendo pressioni politiche sulla Tunisia, per evitare le partenze. “Queste povere persone vivono in condizioni terribili, specialmente con l’ondata di caldo che abbiamo avuto negli ultimi giorni”, ha dichiarato il sindaco. Mentre in passato il principale punto di partenza dal Nord Africa era la Libia, la maggior parte degli immigrati ora raggiunge l’Italia dalla Tunisia. A tale proposito, la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, ha dichiarato che il Paese subisce “un flusso incontrollato” dalla Tunisia che sta creando seri problemi al sistema sanitario. Questo ha colpito le comunità locali che vivevano vicino a centri di accoglienza, da cui i migranti tunisini in particolare cercarono di fuggire prima della fine del periodo di quarantena obbligatorio. A partire dal 24 luglio, 5.237 dei 11.191 migranti sbarcati in Italia nel 2020 provenivano dalla Tunisia, secondo i dati ufficiali. Tra questi vi erano quasi 4.000 cittadini tunisini.

“La difficile situazione politica in Tunisia ha incoraggiato le persone a fuggire dal Paese per raggiungere l’Europa”, ha riferito Marta Grande, presidente del Comitato Esteri della Camera dei Deputati italiana. “L’instabilità può favorire l’emigrazione e indebolire i controlli da parte delle autorità locali. È un dato di fatto e dobbiamo affrontarlo”, ha aggiunto. Intanto, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha deciso di rinviare le discussioni sulla destinazione di fondi per 6,5 milioni di euro alla Tunisia se questa non mostrerà un “reale impegno” nella prevenzione di flussi migratori incontrollati. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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