Camerun: attentato di militanti islamisti contro un campo profughi

Pubblicato il 3 agosto 2020 alle 17:19 in Africa Camerun

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 16 persone sono morte e 7 sono rimaste ferite in un attentato contro un campo profughi nel Camerun settentrionale, il 2 agosto. Si sospetta che Boko Haram sia responsabile delle violenze. 

Gli aggressori hanno lanciato una granata in un gruppo di persone che dormivano all’interno del campo, che ospita circa 800 persone ed è situato nel villaggio di Nguetchewe, nei pressi del confine nigeriano. “Gli aggressori erano accompagnati da una donna, che ha lanciato la granata nel campo”, ha dichiarato il sindaco del villaggio, aggiungendo che tra i morti vi erano anche bambini. Durante il mese di luglio, ci sono state 20 incursioni e attacchi di sospetti militanti islamisti nell’area. 

L’ultimo assalto risale al 22 giugno, quando i terroristi di Boko Haram hanno attaccato un villaggio nella regione dell’estremo Nord del Camerun e hanno rapito almeno 16 abitanti. Secondo Midjiyawa Bakari, governatore della provincia, l’assalto era avvenuto intorno alle 15:00, ora locale, nel villaggio di Mainankoua, sempre al confine con la Nigeria. I militanti avevano rapito 17 persone, tra cui 14 donne e 3 uomini. Uno degli uomini era stato poi rilasciato e restituito al villaggio. Il governatore aveva riferito che il gruppo terroristico aveva anche attaccato il villaggio di Sandawadjiri, vicino alla città di Kolofata, e aveva specificato che l’esercito ha avviato un’operazione di ricerca e salvataggio nell’area “per trovare gli ostaggi”. Il generale Bouba Dobekreo, comandante delle operazioni militari congiunte nella regione, aveva sottolineato che l’esercito camerunese aveva neutralizzato, lo stesso 22 giugno, 3 terroristi di Boko Haram e molti altri erano rimasti feriti.

L’organizzazione nota come Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF)Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale, sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Proprio a causa di queste organizzazioni, secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto tra i 163 Paesi di tutto il mondo maggiormente colpiti dalla minaccia terroristica. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.