Coronavirus: l’Australia dichiara lo stato di disastro

Pubblicato il 2 agosto 2020 alle 11:00 in Australia

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Lo Stato australiano di Victoria ha dichiarato lo stato di disastro a causa della rapida diffusione della pandemia di coronavirus, il 2 agosto, e ha annunciato le più drastiche decisioni di limitazione dei movimenti adottate dall’inizio dell’emergenza sanitaria, dopo aver registrato 671 nuove infezioni e sette decessi, nelle ultime 24 ore. Con lo stato di disastro, la polizia statale avrà maggiori poteri, per assicurarsi che la popolazione rispetti le regole di contenimento implementate dalle autorità.

Nella capitale dello Stato in questione, nonché seconda città australiana, Melbourne, sono state adottate severe misure per limitare la diffusione del virus, le quali prevedono anche l’imposizione di un coprifuoco notturno, dalle ore 20:00 alle 05:00, che sarà attivo a partire dalla sera del 2 agosto.

Gli alti numeri delle trasmissioni locali e la presenza di casi la cui origine rimane sconosciuta, al momento 760, hanno spinto le autorità di Victoria ad adottare misure drastiche, previste per sei settimane, fino alla metà di settembre. Tra queste, ci saranno limitazioni orarie sul tempo che si può trascorrere, ad esempio, per fare sport all’aperto, limitato ad un’ora, così come per procurarsi i beni di prima necessità. Dal prossimo 5 agosto, inoltre, tutte le scuole dovranno organizzarsi per l’insegnamento a distanza. Resteranno aperti i supermercati, mentre i ristoranti rimarranno chiusi, pur avendo  la possibilità di fvendere pasti da asporto.

Nella città di Melbourne era già in vigore l’ordine di stare all’interno delle proprie abitazioni dalla scorsa settimana, quando sono stati registrati nuovi record nei contagi. Il primo ministro dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, ha dichiarato che le regole in vigore hanno risparmiato migliaia di casi al giorno, così come migliaia di ricoveri ospedalieri e altre tragedie. Rispetto alle nuove misure del 2 agosto, il premier ha dichiarato di non avere altra opzione se non quella di adottare certe decisioni e andare avanti.

Ad esclusione di Melbourne, nel resto dello Stato, le misure rispetto alla restrizione dei movimenti e all’apertura delle attività commerciali saranno tuttavia meno severe e nuovi provvedimenti a riguardo saranno comunicati il 3 agosto. Il direttore sanitario dello Stato di Victoria, Brett Sutton, ha affermato che potrebbero essere adottate severe misure di contenimento simili a quelle imposte in Nuova Zelanda, dove tutti gli esercizi commerciali sono stati chiusi, ad eccezione dei servizi essenziali. Ad oggi, Wellington ha  confermato 1.565 contagi e 22 decessi.

L’Australia ha finora tenuto sotto controllo la diffusione della pandemia che ha contagiato 17.895 persone e causato 208 vittime, a fronte di una popolazione di circa 25 milioni di abitanti. Tuttavia, il recente aumento dei casi nello Stato di Victoria è stato difficile da contenere, solamente nel suo territorio le infezioni sono state 11.557 e le morti 123. Lo Stato confinante di New South Wales, che è anche il più popoloso dell’intero Paese, ha riportato 12 nuovi casi e il primo decesso sul territorio nell’ultimo mese, il 2 agosto, e ha consigliato “caldamente” l’utilizzo delle mascherine protettive nei luoghi pubblici.

Il coronavirus si è originato in Cina dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia, l’11 marzo successivo.  Al momento, a livello globale 17.853.948 persone hanno contratto il coronavirus e 685.179 ne sono morte. Gli Stati Uniti restano il Paese maggiormente colpito al mondo, con 4.620.502 casi totali e 685.179 decessi, seguito, in termini di contagi, da Brasile, India, Russia e Sud Africa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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