Pakistan: scontri letali tra manifestanti e polizia

Pubblicato il 1 agosto 2020 alle 7:58 in Asia Pakistan

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Almeno 4 persone sono state uccise e 28 ferite negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nella città di confine occidentale pakistana di Chaman. Le proteste chiedevano la riapertura del confine con l’Afghanistan. 

Gli scontri sono iniziati il 30 luglio, quando migliaia di manifestanti hanno tenuto un sit-in per chiedere la riapertura del valico di frontiera con l’Afghanistan e hanno preso d’assalto alcuni uffici governativi vicino al confine. “Quattro persone sono state uccise, inclusa una donna, in quello scontro” ha dichiarato Zakaullah Durrani, un alto funzionario del governo. La mattina del 31 agosto, i manifestanti hanno nuovamente tentato di danneggiare le proprietà del governo, secondo le autorità locali. provocando nuovi scontri che hanno causato 8 feriti, tra cui 3 membri del personale di sicurezza.

Lo stesso giorno, i funzionari del governo hanno tenuto una riunione di alto livello, prima di pianificare i negoziati con i manifestanti più tardi nel corso della giornata. Il valico di frontiera di Chaman è uno dei principali passaggi di frontiera tra Pakistan e Afghanistan, nella provincia del Balochistan. In passato il governo ha consentito la libera circolazione dei lavoratori locali attraverso la frontiera in Afghanistan e di nuovo in Pakistan per impegnarsi nel commercio e nel lavoro salariato giornaliero. Tuttavia, il confine è stato chiuso a causa di problemi di sicurezza e della pandemia di coronavirus, secondo Zia Langove, ministro degli Interni del Balochistan.

Il confine tra Pakistan e Afghanistan segue la cosiddetta “Linea Durand”, che si estende per 2640 km. Tale delimitazione prende nome da Sir Mortimer Durand, Segretario degli Esteri della provincia del Raj ai tempi dell’impero britannico, che nel 1893 insieme all’Emiro afghano, Abdur Rahman Khan, negoziò i confini tra che poi il Pakistan erediterà. La Linea Durand viene a volte chiamata anche Linea Zero. Il confine ha tagliato in due le realtà tribali e ignorava, in particolare, le rivendicazioni dei pashtun, un gruppo etnico-linguistico indoeuropeo che abita storicamente la regione. Anche per questo motivo il confine ha continuato ad essere una fonte di tensione tra Afghanistan e Pakistan. Attualmente i leader pashtun di entrambi gli Stati non riconoscono la legittimità del confine e rivendicano la creazione di uno stato per la propria nazione. 

Il Baloch Liberation Army è un’organizzazione armata che combatte contro il governo di Islamabad per ottenere l’indipendenza della regione del Balochistan, da più di dieci anni. Tale area, nonostante sia la più vasta del Pakistan, è scarsamente popolata. Nella zona è prevista la costruzione di una serie di infrastrutture, come nuove strade e porti, nell’ambito dello sviluppo del corridoio economico ed energetico tra Cina e Pakistan (CPEC), del valore di 56 miliardi di dollari. Tale progetto collega il Sud-Est della Cina con il Mar Arabico attraverso il Pakistan.  Da quando il CPEC è stato lanciato, il 22 maggio 2013, i separatisti del Balochistan hanno compiuto numerosi attacchi per colpire il personale cinese, in quanto considerano il progetto “un tentativo imperialista” di insinuarsi nel Paese asiatico.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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