Spagna: Ministero della Salute riconosce che il comitato tecnico-scientifico non esiste

Pubblicato il 31 luglio 2020 alle 9:37 in Europa Spagna

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La mediazione del Difensore civico su iniziativa di vari deputati del Partito Popolare ha rivelato che non esisteva un comitato tecnico-scientifico di esperti che fornisse consulenza al governo spagnolo e che lo aiutasse a prendere decisioni durante la lotta contro la pandemia di COVID-19. Il ministro della Sanità, Salvador Illa, ha sottolineato che non esisteva “al di fuori del team di tecnici del Centro per la Coordinazione delle Allerte Sanitarie e delle Emergenze (CCAES), guidato da Fernando Simón.

Lo stesso Simón ha dichiarato giovedì 30 luglio su questa controversia che “le persone che hanno partecipato erano squadre di funzionari esperti” e con accesso a tutte le informazioni disponibili dalle comunità autonome e dal Ministero. “Non esisteva un comitato per la declassamento. C’era un comitato scientifico, ma la segnalazione delle fasi era una responsabilità del Ministero della Salute. Non possiamo imputare una responsabilità con un certo grado di ufficialità a un comitato esterno” – ha affermato il direttore del CCAES. in una conferenza stampa.

Il Partito Popolare aveva richiesto l’intervento del difensore civico, Francisco Fernández Marugán, lo scorso maggio, perché voleva conoscere i nomi dei membri di quel comitato tecnico-scientifico per la riapertura cui il governo si riferiva come organo consultivo per prendere decisioni politiche nella lotta contro la pandemia, in un momento in cui alcuni governi regionali, come quello della Comunità di Madrid, protestavano per non poter entrare nelle fasi più avanzate della riapertura.

Alla domanda su questo problema, il Ministero della Sanità ha negato al Consiglio per la Trasparenza che esistesse un comitato di esperti incaricato di decidere quali territori stavano avanzando nelle riaperture, quando l’organismo, a seguito di un’altra denuncia dei popolari, ha chiesto se fosse adeguato al diritto generale della sanità pubblica il suo rifiuto di rendere pubblici i nomi delle persone che hanno fornito consulenza in tale processo.

Il Consiglio per la Trasparenza ha informato il Difensore civico che “l’obbligo di pubblicare l’identità degli esperti che consigliano il governo nella crisi sanitaria di COVID-19 non si adatta all’articolo 6.1 della legge sulla trasparenza”.

L’organismo che si occupa di garantire le buone pratiche amministrative nel Paese iberico ha inoltre segnalato al Ministero della Saluta una possibile violazione della legge generale sulla salute pubblica nel caso della mancata pubblicazione dei nomi. Nella sua risposta, il direttore generale della sanità pubblica, della qualità e dell’innovazione ha dichiarato: “Non esiste un comitato di esperti incaricato di valutare la situazione sanitaria delle comunità autonome e di decidere le province o i territori che possono avanzare nel processo di riapertura”.

In questo contesto, Il Ministero della Salute ha sottolineato che la responsabilità del processo decisionale in materia corrispondeva “al Ministero dopo la sua valutazione con le diverse comunità autonome, in conformità con le disposizioni del decreto ministeriale del 3 maggio che regolavano il processo di co-governance per la transizione alla cosiddetta nuova normalità”.

Dopo l’ammissione del Ministero della Salute, il PP ha chiesto al governo spiegazioni su ciò che considera “un’altra bugia” nella gestione della crisi del coronavirus. In particolare, il governo autonomo di Madrid ha affermato che questa rivelazione mostra che il processo di riapertura era caratterizzato da “un’assoluta mancanza di trasparenza, obiettività e contrassegnato esclusivamente da criteri politici”. Madrid si sente autorizzata a procedere con il ricorso presentato alla Corte suprema contro l’esecutivo centrale per aver negato due volte il cambio di fase.

Interrogato dalla commissione Salute del Congresso dei deputati, il ministro Salvador Illa ha spiegato che il comitato è composto da funzionari del CCAES, presieduto dal Dr. Fernando Simón, che è incaricato di riferire sull’evoluzione della pandemia.

Secondo Illa, questi esperti hanno presentato una relazione al direttore generale della sanità pubblica, Pilar Aparicio, che ha preso la decisione. “Per valutare chi ha superato la fase, la responsabilità ultima spetta al ministro”- ha sottolineato Illa.

Pertanto, ha spiegato che “nessun comitato è stato creato al di fuori delle pubbliche amministrazioni del Ministero della Salute”, ma sono stati i funzionari del CCAES a discutere tecnicamente del progresso delle fasi di declassamento delle comunità autonome. “È stato fatto con criteri tecnici in un contesto molto difficile” – ha concluso il ministro.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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