Coronavirus: il PIL francese subisce un crollo record

Pubblicato il 31 luglio 2020 alle 15:49 in Europa Francia

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L’economia francese ha registrato, nel secondo trimestre, un crollo storico del PIL, il più grave dal dopoguerra. La contrazione ha raggiunto un valore record per Parigi, pari al 13,8%, ma il dato, elaborato dallistituto nazionale di statistica (Insee), risulta migliore delle previsioni. Gli economisti avevano scommesso su un declino di circa il 15,3%, mentre lo stesso Insee aveva parlato di un ipotetico crollo della produzione pari al 17%. Importanti cali sono stati registrati soprattutto nella spesa per consumi, nel commercio e negli investimenti. Nel primo trimestre del 2020, la flessione era stata del 5,9%.

“Gli sviluppi negativi del PIL nella prima metà del 2020 sono collegati alla chiusura delle attività non essenziali nel contesto dell’attuazione del blocco imposto tra la metà di marzo e l’inizio di maggio”, ha affermato l’Insee in una nota, pubblicata venerdì 31 luglio. La cifra del secondo trimestre indica che l’economia francese si è ridotta per il terzo trimestre consecutivo e continua ad essere in recessione.

La ricaduta del virus è stata molto diffusa, con cifre che, per quanto riguarda l’area euro, hanno stabilito un crollo generale del 12% nei tre mesi fino a giugno. I dati mostrano che Francia, Italia e Spagna sono i Paesi che risentiranno maggiormente della crisi. In fondo alla classifica cè Madrid che, con un -18.5% nel secondo trimestre, è ora in aperta recessione. Neanche i dati di Berlino sono buoni. Il PIL della Germania, che rappresenta la maggiore economia europea, si è ridotto del 10% nel secondo trimestre, un dato peggiore delle previsioni. Per quanto riguarda lItalia, secondo i dati Istat, il prodotto interno lordo ha registrato un calo del 12.4% negli ultimi tre mesi, una cifra che significa recessione anche per il nostro Paese.

Nonostante il quadro cupo, l’euro ha continuato a guadagnare rispetto al dollaro, con un tasso di cambio di 1,19$. Ciò è una conseguenza del forte calo del PIL statunitense, così come delle crescenti preoccupazioni per il virus negli Stati Uniti e l’incertezza politica nel contesto pre-elettorale.

Va ricordato che la ripresa dell’area dell’euro sarà sostenuta dallo stimolo della Banca centrale europea e dallaccordo storico stipulato tra i Paesi dellUnione per la creazione di un fondo condiviso per gli aiuti post-coronavirus. Ciononostante, la minaccia dei tagli ai posti di lavoro in tutta la regione, così come il pericolo di una nuova ondata di infezioni, rischiano che il rilancio delle attività finisca per non essere adeguatamente sostenuto. Si è già registrato nellUnione un pericoloso incremento dei casi di Covid-19, con la vicina Germania che ha lanciato l’allarme denunciando laumento dei tassi di infezione. Nel Regno Unito, il governo ha reintrodotto alcune restrizioni in gran parte dell’Inghilterra settentrionale e sta pensando di estenderle a tutto il Paese.

Avendo speso circa 136 miliardi di euro in misure di emergenza, il governo francese sta ora preparando un pacchetto di incentivi da 100 miliardi di euro destinato agli investimenti industriali e alla transizione verso un’economia più verde. L’obiettivo è riportare la produzione economica ai livelli pre-crisi entro l’inizio del 2022. I dati di venerdì hanno mostrato che il settore delle costruzioni in Francia è stato particolarmente colpito dal blocco, con un calo del 24% della produzione nel secondo trimestre dopo un calo del 12,8% nel primo.

Mentre ci sono stati alcuni segnali incoraggianti nellultimo periodo, con i consumatori che tornano nei negozi, la fiducia delle famiglie è diminuita questo mese e il governo si aspetta che le perdite di posti di lavoro e i fallimenti delle imprese aumentino ulteriormente. Alcune delle maggiori società del Paese hanno già annunciato pesanti tagli, con Renault SA che prevede di eliminare circa 14.600 posti di lavoro in tutto il mondo e Airbus SE che sta osservando una riduzione dell’11% del suo personale globale. “Mi piacerebbe poter dire che siamo fuori dal tunnel, ma non è così”, ha dichiarato il ministro delle finanze Bruno Le Maire durante un’audizione della commissione per gli affari economici dell’Assemblea nazionale, questa settimana. “Il peggio è davanti a noi“, ha aggiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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