Regno Unito, coronavirus: possibile ritorno alle misure di quarantena

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 12:40 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le autorità britanniche si sono dette preoccupate per il rischio di una seconda ondata di contagi in Europa e hanno affermato che non esiteranno a ripristinare ulteriori misure di quarantena, probabilmente entro i prossimi giorni, qualora la situazione dovesse sfuggire di mano. È quanto ha dichiarato il segretario alla Sanità, Matt Hancock, giovedì 30 luglio, ribadendo le parole rilasciate dal primo ministro, Boris Johnson, due giorni prima.

Da settimane la Gran Bretagna monitora attentamente l’aumento dei casi di coronavirus in altre destinazioni europee, come la Francia e la Germania, e ha deciso, il 25 luglio, di imporre una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, rimuovendo il Paese dalla lista dei luoghi sicuri dove recarsi in viaggio. La misura è stata poi estesa anche ai cittadini inglesi che si recano in Belgio, Lussemburgo e Croazia, ma la reazione delle autorità spagnole è stata la più decisa, con il Ministero degli Esteri di Madrid che ha voluto immediatamente rassicurare, il 26 luglio, sul fatto che viaggiare in Spagna è sicuro.

Nella sua dichiarazione di giovedì 30, Hancock non ha nominato espressamente gli altri Paesi europei che potrebbero finire nella lista britannica delle destinazioni con obbligo di quarantena. Tuttavia, il segretario ha citato la Francia come esempio di Stato in cui le infezioni stanno pericolosamente aumentando nell’ultimo periodo. “Sono preoccupato per una seconda ondata. Penso che vedremo una seconda ondata iniziare a diffondersi presto in tutta Europa e dobbiamo fare il possibile per impedire che raggiunga queste coste”, ha sottolineato Hancock durante un’intervista a Sky News. “Siamo seriamente preoccupati per il pericolo di questa seconda ondata, che sta già iniziando ad attraversare l’Europa. E non si tratta solo della Spagna, ci sono anche altri Paesi in cui il numero di casi è in aumento. Siamo assolutamente determinati a fare tutto il possibile per proteggere la nostra nazione”, ha aggiunto.

Alla domanda se i cittadini inglesi siano pronti ad affrontare ulteriori misure di quarantena e se siano al corrente di un annuncio simile entro i prossimi giorni, il segretario alla Sanità ha risposto “Sì”. “Il numero di casi è aumentato drasticamente in alcuni Paesi europei. La Francia ora ha più casi giornalieri di noi e in Spagna abbiamo visto aumentare di molto i numeri, motivo per cui abbiamo dovuto agire rapidamente”, è tornato a sottolineare sull’emittente Talk Radio.

Almeno 11 Paesi europei in cui è possibile viaggiare senza quarantena hanno registrato un aumento dei contagi negli ultimi giorni, con alcuni che hanno raggiunto tassi di infezione più elevati rispetto alla Gran Bretagna.La Francia ha segnalato quasi 1.400 nuovi casi, mercoledì 29 luglio, il più alto aumento giornaliero registrato in più di un mese. In Gran Bretagna, invece, il numero di nuove infezioni è aumentato di circa un terzo in una sola settimana, raggiungendo 581 casi, il livello più alto da tre settimane.

Hancock ha affermato che le autorità britanniche stanno lavorando su possibili soluzioni per abbreviare il periodo di quarantena per coloro che provengono dalla Spagna, ma nessun cambiamento è imminente. “Stiamo lavorando per verificare se testando le persone durante la quarantena sia sicuro poterle far uscire prima. Ma non stiamo ancora rilasciando alcun annuncio in merito,” ha specificato durante un’intervista televisiva alla BBC. Il segretario ha osservato che in Gran Bretagna il numero di casi non sta più diminuendo e, nella migliore delle ipotesi, rimane piatto, il che deriva molto probabilmente dall’aumento dei contatti sociali visto che le misure di blocco sono state gradualmente allentate.

Nella serata del 28 luglio è stato riferito che anche il premier Johnson teme che una seconda ondata di coronavirus possa iniziare presto nel Regno Unito. “Il primo ministro è estremamente preoccupato per quello che vede all’estero e teme che potremmo vedere la stessa cosa qui tra due settimane”, ha rivelato una fonte di Downing Street. Dalla comparsa della pandemia nella città cinese di Wuhan nel dicembre 2019 ad oggi, il Regno Unito è stato il Paese maggiormente colpito in Europa con 303.063 contagi e 46.046 decessi, mentre la Spagna ha contato 282.641 infezioni e 28.441 vittime.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.