Pompeo contro la Cina: “La minaccia principale della nostra era”

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 17:22 in Cina USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha dichiarato che i rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina stanno cambiando, affermando che esiste un sostegno internazionale alle politiche statunitensi contro Pechino.

Durante un discorso pronunciato il 30 luglio, davanti al Comitato per le Relazioni Estere del Senato, Pompeo ha dichiarato di essere sconcertato per il numero di Paesi che sostengono la nuova legge sulla sicurezza nazionale di Pechino per Hong Kong. Riflettendo sulle crescenti tensioni tra Washington e Pechino, ha affermato: “Vediamo il Partito Comunista Cinese per quello che è: la minaccia principale della nostra era”, ha affermato Pompeo.

Il segretario di Stato ha riferito che altri Paesi stanno supportando le iniziative statunitensi, come la spinta a non utilizzare le apparecchiature dell’azienda cinese Huawei, per lo sviluppo delle reti 5G e le manovre marittime nel Mar Cinese Meridionale. “La nostra vigorosa diplomazia ha contribuito a condurre verso un risveglio internazionale contro la minaccia del Partito Comunista cinese. Senatori, la situazione sta cambiando”, ha dichiarato Pompeo. Tuttavia, il segretario di Stato ha anche notato la difficoltà di formare un’alleanza internazionale, data la forza economica della Cina. Ha detto di essere “sorpreso e sgomento” per il numero di paesi che hanno sostenuto la repressione di Pechino sull’autonomia di Hong Kong.

In occasione di un incontro del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, 53 paesi hanno appoggiato la nuova legge sulla sicurezza nazionale di Pechino per Hong Kong e 27 la hanno criticata. Quali sono i due schieramenti. Durante la 44a sessione del Consiglio, le Nazioni Unite hanno discusso la nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina a Hong Kong. Durante l’incontro avvenuto il primo luglio, sono state lette due dichiarazioni che mostrano atteggiamenti totalmente opposti rispetto alla questione. Da una parte, Cuba ha rappresentato un gruppo di 53 Paesi che sostengono la nuova legge cinese. Dall’altra, la Gran Bretagna ha parlato a nome di 27 governi che sono invece critici.

Pechino ha emanato la nuova misura il 30 giugno, dopo che questa è stata redatta e approvata senza il contributo del governo di Hong Kong. La legge, all’articolo 66, prevede la salvaguardia della sicurezza nazionale tramite azioni atte a “prevenire, reprimere e sanzionare” i comportamenti ritenuti secessionisti, sovversivi, di natura terroristica o di collusione con Paesi stranieri o “elementi esterni”. La legge espande significativamente la capacità di Pechino di indagare e perseguire sospetti criminali nella città di Hong Kong. Il primo giorno della sua attuazione, che è caduto anche nell’anniversario del “ritorno” dell’ex colonia britannica alla sovranità della Cina, 10 persone, su un totale di 370 individui arrestati, sono state incriminate sulla base della nuova norma. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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